Ottone Mesti e il “Paul Picot”: un’avventura solidale su due ruote

Bergamasco a tutti gli effetti ma di sangue ercolanese, Ottone Mesti s'è classificato al secondo posto nella Brescia-Napoli riservata alle moto d'epoca

C’è un bergamasco d’adozione di origini ercolanesi che, in sella a uno scooter, ha percorso una sorta di viaggio a ritroso alla ricerca delle proprie radici. 844 chilometri circa per una buona causa, un’avventura solidale durata le tappe da mercoledì a domenica scorsa. Si tratta di Ottone Mesti, titolare di Temp Job e noto nel calcio provinciale bergamasco come direttore sportivo del Ranica dopo decenni spesi a giocare e allenare.

Dalla partenza entusiasmante fino al traguardo di Napoli

Il popolo bergamasco ha vissuto cinque giorni di emozioni indimenticabili, seguendo l’avventura dell’equipaggio “Paul Picot” guidato dallo stesso Mesti. Il team, formato da due bergamaschi e due bresciani, Paolo, Denise e Vaner i compagni di viaggio rispettivamente in sella a Lambretta, Mbw e Royal, ha attraversato l’Italia per partecipare all’ottava edizione della “Brescia-Napoli classica in moto d’epoca”. Oltre ad essere un’importante competizione a livello mondiale, quest’evento ha un significato profondo: l’intero ricavato viene devoluto in beneficenza alla Nikolajewka Onlus, una fondazione che si dedica alle persone affette da gravi disabilità.

I momenti salienti dell’avventura

La gara è iniziata con un’impresa da non sottovalutare: percorrere la distanza tra Brescia e Napoli su una Vespa d’epoca – quella di Mesti, una 125 – in soli quattro giorni. Ma non si è trattato solamente di una corsa. L’evento ha permesso ai partecipanti di condividere momenti di spensieratezza, come quando Mesti ha offerto ai suoi compagni di squadra una pausa golosa con bistecche fiorentine e una salsa preparata al momento.
Il viaggio, lungo quasi mille chilometri, ha regalato al team momenti di fatica, ma anche di grande soddisfazione. Uno dei punti salienti è stato il trionfo nella tappa di Pistoia, quando, contro ogni previsione, l’equipaggio ha deciso di passare dall’Abetone, optando per una strada diversa da quella dei concorrenti. Una mossa audace che ha pagato.

Non solo competizione, ma anche solidarietà

Il cuore pulsante di questa gara non è solo la competizione, ma anche la causa alla quale è dedicata. La Nikolajewka Onlus opera da anni a favore delle persone con disabilità, e partecipare a un evento che sostiene una causa tanto nobile ha reso l’esperienza ancora più significativa per tutti i concorrenti.
Mesti, in particolare, ha condiviso le sue emozioni al termine della gara, sottolineando l’importanza della solidarietà e del sostegno ricevuto dai tanti appassionati che hanno seguito l’evento da casa, esprimendo la loro vicinanza attraverso i voti sulla pagina Facebook dell’evento.

L’arrivo a Napoli: un culmine di emozioni

Il culmine di questo straordinario viaggio è stato l’arrivo a Napoli, accolto dall’entusiasmo di oltre diecimila appassionati. Mesti e il suo equipaggio sono arrivati secondi, una posizione di grande valore, dato l’alto livello della competizione.
Ma, come ha sottolineato Mesti, ogni partecipante avrebbe meritato un posto sul podio, perché tutti hanno messo cuore e passione in questa avventura. Ogni chilometro percorso, ogni risata, ogni fatica, rimarranno per sempre impressi nei cuori di tutti coloro che hanno vissuto questa indimenticabile esperienza.
In conclusione, la Brescia-Napoli in moto d’epoca non è solo una gara, ma un vero e proprio viaggio nel cuore dell’Italia, all’insegna della passione per le due ruote, della solidarietà e dell’amore per la cultura e le tradizioni del nostro Paese. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di motori e di grandi storie.

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