Studentessa di medicina non trova casa a Siena: “Non vogliono il Bovaro del Bernese”

Il caso di Francesca, studentessa in medicina a Siena, e l'affitto impossibile nella Città del Palio: l'ostacolo pesa un quintale e si chiama Dogo

Un quintale di troppo per trovare un tetto sulle spalle. Francesca Rizzi, studentessa bergamasca di Medicina all’Università di Siena, sta affrontando un problema non comune: la difficoltà di trovare un alloggio che accetti lei e il suo cane, “Dogo”, un imponente Bovaro del Bernese. La ricerca di un tetto è diventata un vero e proprio percorso a ostacoli, con oltre 70 rifiuti ricevuti dalle potenziali case per la presenza del suo amato animale domestico.

L’appello sui social: Dogo e la studentessa

Di fronte a una serie incessante di porte chiuse, Francesca si è rivolta ai social media, con la speranza di trovare qualcuno disposto ad accogliere lei e il suo “amicone”. Nonostante la situazione disperata, la giovane studentessa rimane positiva e aperta al dialogo, invitando chiunque abbia una stanza disponibile a contattarla per dissipare eventuali dubbi sulla convivenza con Dogo.

Un contratto di locazione revocato: “Per via del Bovaro”

Francesca, lo scorso anno accademico, aveva trovato un’abitazione, ma il contratto non è stato rinnovato. Questo riflette una problematica comune nelle case condivise tra studenti: la difficoltà di gestire la presenza di animali domestici in spazi condivisi. La sua storia evidenzia non solo la sua lotta personale, ma solleva anche questioni più ampie sulla convivenza e sull’accettazione degli animali domestici negli alloggi per studenti.

Una richiesta di comprensione e accettazione

Il caso di Francesca e Dogo non è unico, ma rispecchia un problema più ampio che riguarda molti studenti e proprietari di animali domestici. La loro ricerca di un alloggio accogliente pone in luce la necessità di maggiore flessibilità e comprensione da parte dei proprietari di case e coinquilini. “70 rifiuti in due mesi… Non ha bisogno di tanto spazio e neanche è necessario un giardino – scrive la studentessa -. Se avete una stanza da propormi ma avete dubbi sulla presenza del cane, scrivetemi! Facciamo due chiacchiere e vi rassicurerò”. L’appello sui social media è un grido di aiuto che tocca il cuore di una comunità sempre più connessa e sensibile alle esigenze di chi vive con animali domestici.

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