Daniel Olaru: morto dopo un tuffo nel Brembo
L’11 luglio, Brembate è stata teatro di una tragedia che ha visto la morte di Daniel Olaru, un camionista romeno di 31 anni. L’uomo, di passaggio nella zona, aveva deciso di rinfrescarsi nel fiume Brembo insieme ai colleghi prima di ripartire la mattina seguente. Si è tuffato da un piccolo sbarramento artificiale in località Filarola. In un primo momento, è riemerso rassicurando i presenti rimasti a riva che era tutto sotto controllo, ma poi è scomparso sott’acqua per due o tre minuti.
I colleghi lo hanno avvistato poco dopo, a circa cinquanta metri più a valle, e lo hanno seguito fino a una zona dove l’acqua era alta solo un metro. Lì sono riusciti a riportarlo a riva e hanno tentato di rianimarlo con il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi del 118. Purtroppo, per Daniel non c’è stato nulla da fare. La salma è stata affidata alle onoranze funebri Nicolas di Terno d’Isola e si trova alla camera mortuaria del cimitero di Brembate. Nei prossimi giorni, il corpo tornerà a Vulturu, in Romania, dove i familiari celebreranno un rito ortodosso in suo onore.
Un corpo recuperato nell’Adda: nessuno reclama Hossam Abdelhamid
Domenica mattina a Lodi, i sommozzatori hanno recuperato un corpo dal fiume Adda, che potrebbe appartenere a Hossam Abdelhamid, un giovane egiziano di 25 anni scomparso dopo un tuffo nel canale Muzza a Cassano d’Adda lo scorso 9 luglio. Il cadavere, avvistato galleggiare da alcune persone, indossava solo un costume. Le forti piogge e l’innalzamento del livello dell’acqua del fiume potrebbero aver contribuito a disincastrare il corpo da qualche anfratto, trasportandolo per chilometri.
Il corpo è stato recuperato da un elicottero dei Vigili del fuoco grazie a un sommozzatore e a un verricello. Attualmente, il cadavere rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa di essere identificato. Sul luogo dove il giovane si era fermato a fare il bagno, sono stati trovati uno zainetto e i documenti di Hossam Abdelhamid, che era inizialmente stato dato per residente a Treviglio. Tuttavia, finché nessuno reclamerà il corpo o si presenterà per il riconoscimento, sarà difficile determinare con certezza l’identità del cadavere.
Queste due tragedie, avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, hanno scosso profondamente le comunità locali, evidenziando i pericoli legati ai tuffi nei fiumi e l’importanza di prestare estrema attenzione quando si decide di fare il bagno in acque libere.