Il mercato di via Spino continua a far discutere. Oggetto di un’interrogazione del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, il mercato è stato criticato per la sua posizione periferica, la riduzione dei banchi e la scarsa accessibilità. Nonostante le polemiche, l’assessore al Commercio Sergio Gandi ha confermato che non ci sarà alcun trasferimento, ma ha annunciato alcune modifiche per migliorarne la fruibilità.
Le critiche: mercato dimezzato e ghettizzato
Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, il mercato di via Spino ha perso quasi la metà dei suoi banchi negli ultimi quattro anni. Tra le cause, il trasferimento dalla Malpensata, considerato un errore strategico, la divisione in due aree separate e la mancanza di trasporti adeguati e parcheggi.
Un altro aspetto criticato riguarda la tipologia di commercianti rimasti: molti venditori di alimentari e prodotti nuovi hanno lasciato il mercato, mentre sono aumentati i banchi di indumenti usati a basso prezzo, generando una sorta di “ghettizzazione” di questo settore.
La richiesta avanzata dai consiglieri è di ripensare completamente il mercato, valutando una nuova collocazione e coinvolgendo direttamente i commercianti e la commissione competente.
Il piano del Comune: più parcheggi e spazi riorganizzati
L’assessore Sergio Gandi ha ribadito che, almeno per il momento, il mercato resterà nella sua attuale posizione, ma con alcuni miglioramenti.
Attualmente, il mercato di via Spino conta 145 posteggi, di cui 32 senza assegnatario. Altri 15 posti sono assegnati temporaneamente tramite il sistema della spunta, ovvero l’assegnazione giornaliera dei banchi disponibili.
Per migliorare l’accessibilità, il Comune ha concordato con le associazioni di categoria alcune soluzioni, tra cui:
- Rimodulazione della posizione dei posteggi per liberare gli stalli lungo via delle Canovine.
- Creazione di un’area dedicata alla sosta dei mezzi degli ambulanti in via Spino.
- Regolazione degli stalli con disco orario nelle giornate di mercato, per favorire la rotazione delle auto.
L’obiettivo è ridurre i disagi per visitatori e commercianti, mantenendo viva un’attività storica della città. Tuttavia, il dibattito sul futuro del mercato resta aperto.