Spari in aria per fermare un furto di gasolio: arrestati e subito liberi

Due giovani, fermati dai carabinieri ad Albano Sant’Alessandro per un tentato furto, hanno patteggiato nove mesi di reclusione e sono stati rilasciati

carabinieri

Un tentativo di furto di carburante è stato sventato nella notte tra il 29 febbraio e il 1° marzo ad Albano Sant’Alessandro, grazie all’intervento del titolare di un’azienda locale e dei carabinieri di Seriate. Il proprietario, allertato dalle telecamere di sicurezza, ha raggiunto l’azienda insieme al padre, armato di un fucile da caccia, e ha tentato di fermare i malviventi. Dopo due colpi sparati in aria e un inseguimento, due ladri sono stati arrestati, mentre altri due sono riusciti a fuggire.

L’allarme e l’intervento del titolare

L’azienda, già colpita da cinque tentativi di furto dall’inizio dell’anno, era sotto stretta sorveglianza del proprietario. Nella serata di venerdì due uomini sono stati ripresi dalle telecamere mentre scavalcavano il cancello. Il titolare, che si trovava a poche centinaia di metri, ha deciso di intervenire portando con sé il padre ultrasettantenne e un fucile Beretta calibro 12, regolarmente detenuto.

Spari in aria e fuga nei campi

Una volta giunti sul posto, i due hanno sorpreso i ladri ancora intenti a prelevare gasolio dai mezzi aziendali. Per intimidirli, il padre del titolare ha sparato un colpo in aria, mentre il figlio ha utilizzato la propria auto per speronare il veicolo dei malviventi, bloccandone la via di fuga. Due ladri sono riusciti a fuggire nei campi, mentre altri due sono rimasti nascosti nel veicolo. I carabinieri, arrivati poco dopo, hanno arrestato i due malviventi, trovando nel loro mezzo attrezzi da scasso e taniche già riempite con il carburante rubato.

Danni all’azienda e perdita di gasolio

Secondo la ricostruzione dei militari, i ladri avevano forzato i tappi dei serbatoi dei mezzi pesanti e trasferito circa 300 litri di gasolio nelle loro taniche. Tuttavia, durante la fuga, parte del carburante è stato disperso nel piazzale, rendendo impossibile il recupero da parte del proprietario. I danni stimati ammontano a diverse centinaia di euro.

Processo e scarcerazione immediata

I due arrestati, un 24enne e un 25enne di nazionalità rumena, erano arrivati in Italia solo il giorno prima del tentato furto. Dopo l’arresto, sono stati processati per direttissima con l’accusa di tentato furto aggravato dal danneggiamento. In aula hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice e, dopo aver fornito le generalità, hanno patteggiato nove mesi di reclusione con pena sospesa, oltre a una multa di 200 euro ciascuno. Al termine del processo, sono stati rimessi in libertà.

Durante l’udienza, il giudice avrebbe commentato informalmente che in Romania le cose sarebbero andate diversamente, sottolineando l’esito rapido e la scarcerazione immediata dei due malviventi.

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