Dumitru Stratan, 35enne di origine moldava, è stato condannato a 20 anni di reclusione per l’omicidio dell’ex fidanzata Yana Malaiko, 23enne ucraina cresciuta a Romano di Lombardia. La decisione è arrivata nel primo pomeriggio del 6 marzo 2024, dopo circa tre ore di camera di consiglio. La Corte ha escluso l’aggravante della premeditazione, determinante per il pubblico ministero, che aveva richiesto la condanna all’ergastolo.
L’omicidio e il ritrovamento del corpo
L’omicidio è avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023, a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane era stata attirata nell’appartamento della sorella di Stratan con il pretesto di un malore del suo cane. Qui, l’ex compagno l’aveva poi soffocata.
Il giorno successivo, l’uomo aveva confessato il delitto, ma si era rifiutato di rivelare il luogo in cui aveva nascosto il corpo. Solo dieci giorni dopo, il cadavere della giovane è stato rinvenuto in una zona sterrata di Lonato, nel Bresciano, a pochi chilometri da Castiglione. Il corpo era stato chiuso in una valigia e avvolto in cellophane, circostanza che aveva reso particolarmente complessa la ricerca da parte degli investigatori.
La reazione della famiglia della vittima
Delusione e amarezza hanno caratterizzato la reazione dei familiari di Yana, presenti davanti al Palazzo di Giustizia di Mantova con striscioni che chiedevano giustizia. La speranza dei parenti era quella di una condanna più severa, soprattutto alla luce della richiesta di ergastolo avanzata dal pubblico ministero.
Un verdetto che lascia interrogativi
La sentenza, pur confermando la colpevolezza di Stratan, esclude la premeditazione, elemento che avrebbe potuto aggravare la pena. Resta il dolore della famiglia della vittima e il segno indelebile di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità.