L’operazione di trasferimento
Il 19 aprile ha visto il completamento di un’importante operazione di redistribuzione dei migranti da alcune strutture di accoglienza in Valbondione, Gromo e Taleggio. Questo processo è stato reso necessario per alleggerire la pressione su questi piccoli comuni montani, che avevano ripetutamente segnalato difficoltà nel gestire il numero elevato di ospiti. L’iniziativa ha visto coinvolti diversi migranti, che sono stati trasferiti principalmente verso strutture in Veneto.
La comunicazione della Prefettura
La Prefettura di Bergamo, tramite il prefetto Luca Rotondi, ha informato i sindaci dei comuni coinvolti nel trasferimento nella mattinata di venerdì 18 aprile. A seguito di questa comunicazione, nei momenti successivi, i primi pullman sono partiti per trasportare i migranti. Il primo trasferimento è avvenuto dall’hotel di Gromo, dove 38 migranti sono stati trasferiti, seguito da quello dal centro Gavazzo di Valbondione, che ha visto spostarsi 28 persone.
Le reazioni dei sindaci
Le autorità locali si sono dichiarate soddisfatte per l’operazione. La sindaca di Gromo, Sara Riva, e il sindaco di Valbondione, Walter Semperboni, hanno espresso il loro apprezzamento per la decisione della Prefettura di intervenire dopo le loro ripetute richieste. Entrambi avevano infatti sottolineato le difficoltà di accogliere un numero eccessivo di migranti nelle loro comunità, situate in zone montane con risorse limitate.
Il trasferimento a Taleggio
Anche il comune di Taleggio, sempre nel 19 aprile, ha visto il trasferimento di un gruppo di migranti, con l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione delle presenze nelle diverse strutture accoglienti. Questo intervento segue una diminuzione dei flussi migratori durante l’inverno e ha contribuito a rendere più equilibrata la distribuzione degli ospiti tra le province.
Equilibrio tra le province
Il trasferimento dei migranti si inserisce in una più ampia strategia per equilibrare il numero di ospiti nelle diverse province, evitando che l’elevato numero di stranieri possa causare disagi nelle piccole comunità montane. Questo tipo di redistribuzione mira a mantenere l’ordine e a garantire una gestione più sostenibile delle strutture di accoglienza, assicurando il benessere sia dei migranti che delle comunità ospitanti.