La raccolta dei rifiuti nel centro di Bergamo cambia volto: via i sacchi lasciati sul bordo strada, arrivano le eco-isole interrate, un sistema innovativo e più decoroso per la gestione dei rifiuti urbani. Il progetto, finanziato con 989mila euro provenienti dal Pnrr, prevede la realizzazione di sei isole ecologiche sotterranee, che saranno posizionate nelle aree centrali della città, escluse quelle di Città Alta per via della complessa stratificazione archeologica.
L’iniziativa è parte di un investimento più ampio da 2,4 milioni di euro, dedicato alla transizione ecologica del sistema di raccolta rifiuti urbano, e comprende anche 60 eco-isole per i Raee (piccoli rifiuti elettronici) e cestini compattanti già in funzione.
«Abbiamo individuato le zone con la maggiore produzione di rifiuti, soprattutto a vocazione commerciale, dove le nuove strutture permetteranno di eliminare i sacchi dai marciapiedi, migliorando il decoro e l’efficienza – ha spiegato l’assessora all’Ambiente Oriana Ruzzini –. L’accesso alle eco-isole sarà consentito solo ai possessori di tessera elettronica, così da garantire tracciabilità e corretto utilizzo».
Le eco-isole funzioneranno come stanzette sotterranee, che una volta riempite verranno svuotate da mezzi speciali dotati di gancio. Per la loro realizzazione, è stato necessario un confronto con la Soprintendenza, che ha dato il via libera solo ad alcune delle aree proposte dal Comune, a seguito delle verifiche archeologiche. Il progetto verrà ora discusso in Conferenza dei Servizi, con l’obiettivo di portarlo in Giunta entro due mesi e avviare i lavori il prima possibile, nel rispetto dei vincoli temporali del Pnrr, che impone la conclusione entro giugno 2026.
Un’altra parte del piano riguarda la raccolta dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche): con un investimento di 486mila euro, saranno installate 60 eco-isole non interrate, dislocate tra supermercati, spazi di quartiere e luoghi presidiati. Un’azione pensata per facilitare il conferimento di tablet, vecchi cellulari, cavi e piccoli elettrodomestici, troppo spesso dispersi nei rifiuti indifferenziati.
Infine, il Comune sta facendo il punto anche sull’efficacia dei cestini intelligenti compattanti, che hanno suscitato polemiche per l’ingombro, specialmente nel centro storico. «I dati ci dicono che i contenitori per l’indifferenziato si riempiono più lentamente – ha aggiunto Ruzzini –. Stiamo quindi valutando di destinare i cestini compattanti ad altre frazioni e reintrodurre il modello classico per i rifiuti indifferenziati, ottimizzando così la distribuzione delle postazioni».
L’obiettivo dichiarato è semplificare il conferimento, incentivare la raccolta differenziata e migliorare il decoro urbano, specialmente nelle aree a più alta densità commerciale. Il progetto rappresenta una svolta per la gestione dei rifiuti a Bergamo, che punta a diventare un modello replicabile anche nei quartieri e, dove possibile, nei pressi di Città Alta, sempre tenendo conto delle verifiche archeologiche necessarie.