Acqua in calo ma nessuna emergenza: le riserve lombarde reggono, lontana la siccità del 2022

Nel 2025 riserve dimezzate rispetto allo scorso anno ma nettamente migliori del 2022. Restano sotto la media i bacini del Brembo e del Serio, zero neve a giugno.

La situazione idrica in Lombardia, a metà dell’estate 2025, si presenta meno drammatica di quanto il confronto con il 2024 possa far pensare, ma lontana dai livelli medi del periodo 2006-2020. Secondo l’ultimo bollettino dell’Arpa Lombardia, le riserve idriche regionali – tra invasi, laghi alpini e manto nevoso – ammontano a 1.434 milioni di metri cubi, ovvero la metà esatta rispetto a quanto registrato nel giugno dello scorso anno, ma quasi il doppio rispetto al 2022, anno della grande siccità.

Rispetto alla media del periodo 2006-2020, che si attestava intorno ai 1.733 milioni di metri cubi, il dato attuale rappresenta un calo del 17%, ma non prefigura, allo stato attuale, un rischio immediato di crisi idrica, anche grazie alle piogge primaverili e alle precipitazioni recenti.

Bacini bergamaschi sotto media

Le criticità maggiori emergono nei bacini dei principali corsi d’acqua bergamaschi. Il Brembo può contare su appena 6 milioni di metri cubi d’acqua, il 50% in meno della media storica. Il Serio, leggermente più dotato, registra 13 milioni di metri cubi, ma resta anch’esso al di sotto della media di circa il 35%. Migliore la situazione nel bacino dell’Adda, che grazie al lago di Como può contare su 380 milioni di metri cubi, anche se ancora sotto la media di circa il 25%.

Il bacino dell’Oglio, che comprende il lago d’Iseo, è attualmente dotato di 122 milioni di metri cubi: una quantità tripla rispetto al 2022, ma quasi dimezzata rispetto al 2024 e inferiore del 20% rispetto alla media storica.

Manto nevoso: azzerato già a giugno

Un segnale preoccupante riguarda il manto nevoso, tradizionalmente riserva idrica strategica nei mesi estivi. Alla fine di giugno 2025, non c’era più neve disponibile, proprio come nel 2022. Un confronto che evidenzia la criticità: nel 2024 erano ancora presenti 783 milioni di metri cubi in forma nevosa, mentre la media del periodo 2006-2020 è di 239 milioni. Il mancato scioglimento progressivo della neve, sostituito dalla fusione precoce dei ghiacciai, rende più vulnerabile l’approvvigionamento estivo dei corsi d’acqua.

Lago d’Iseo: calo rapido, risalita immediata

Particolarmente significativo l’andamento idrometrico del Sebino, il lago d’Iseo. Dopo essere rimasto sopra la media per sei mesi, il livello è precipitato tra il 4 giugno e il 6 luglio, passando da 109 a 59 centimetri sopra lo zero idrometrico. Il caldo torrido ha fatto perdere mezzo metro d’acqua in un mese. Tuttavia, le piogge dell’ultimo fine settimana hanno invertito la tendenza: ieri pomeriggio, il livello è risalito a 79 centimetri.

Prospettive e attese

Il prossimo bollettino dell’Arpa, atteso nei prossimi giorni, includerà anche gli effetti delle precipitazioni recenti e la debole nevicata ad alta quota dello scorso fine settimana. Tuttavia, non si prevedono aumenti significativi delle scorte nevose, vista la natura limitata delle nevicate.

Per ora, quindi, la situazione non giustifica l’allarme, ma impone monitoraggio costante, soprattutto per i bacini secondari e per i settori agricoli, dove la disponibilità idrica dipende fortemente dalle riserve locali e dalla continuità degli apporti.

 

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