Non ce l’ha fatta Adriana Magri, l’anziana 89enne rimasta ferita nel crollo del controsoffitto nella propria abitazione di via Quarenghi a Bergamo, nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 luglio. Dopo quattro giorni di ricovero all’ospedale Papa Giovanni XXIII, la donna si è spenta nel pomeriggio del 10 luglio, a seguito del peggioramento delle sue condizioni cliniche.
Il drammatico episodio si era verificato nella notte, mentre Adriana dormiva nella sua camera da letto, al civico 31 di via Quarenghi. Intorno alle prime ore del mattino, una parte del controsoffitto del vecchio palazzo ha improvvisamente ceduto, finendo addosso alla donna. Secondo i primi rilievi, Adriana sarebbe rimasta cosciente dopo l’impatto e avrebbe tentato di alzarsi dal letto, senza però riuscire a muoversi, restando bloccata sotto i calcinacci.
A trovare la donna è stato il figlio, Gianni Tinti, avvisato da una cugina che abita nell’appartamento di fronte e che ogni mattina faceva colazione con Adriana. Non ricevendo risposta al citofono e al telefono, la donna ha contattato il figlio, che, recuperate le chiavi di riserva, ha fatto l’amara scoperta: l’anziana era distesa a terra, ferita ma ancora vigile. Subito è scattato l’allarme ai soccorsi.
I Vigili del fuoco e i sanitari del 118 sono intervenuti prontamente, riuscendo a liberarla dai detriti e stabilizzarla prima del trasporto in ospedale, dove era stata ricoverata in codice giallo, indicante ferite di media gravità. Inizialmente le sue condizioni sembravano stabili, ma nelle ore successive il quadro clinico si è aggravato, fino all’esito fatale.
Lunedì 7 luglio, al termine dei sopralluoghi tecnici, l’intero appartamento è stato dichiarato “non fruibile” dai Vigili del fuoco, che hanno riscontrato rischi strutturali anche in altre parti del soffitto. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Questura, che hanno avviato accertamenti per verificare eventuali responsabilità legate alla manutenzione dell’edificio.
Adriana Magri lascia il figlio Gianni, la nuora Antonella e i nipoti Andrea ed Eleonora. In attesa della fissazione della data dei funerali, la Procura potrebbe disporre ulteriori verifiche sul crollo. La famiglia ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine ai medici e agli infermieri dell’ospedale Papa Giovanni, ai Vigili del fuoco, ai soccorritori e alle forze dell’ordine intervenute tempestivamente in via Quarenghi.