Bergamo, 4 anni e 6 mesi all’ex titolare del nido Girotondo per maltrattamenti

La sentenza descrive umiliazioni, percosse e un clima di violenza. Interdizione dall’attività per tutta la durata della pena

Condanna a 4 anni e 6 mesi di carcere per Paola Michela Martinelli, ex titolare dell’asilo nido Girotondo di Boccaleone, riconosciuta colpevole di maltrattamenti su quattro bambini. La sentenza, emessa dal collegio presieduto da Patrizia Ingrascì, descrive un contesto di “grave e assidua violenza fisica e psichica”, con umiliazioni e aggressioni fisiche documentate dai video realizzati dalla Squadra Mobile tramite microcamere nel febbraio 2020, dopo la denuncia di una famiglia.

Secondo i giudici, i comportamenti dell’imputata — insulti, percosse, strattoni e isolamento — non erano semplici negligenze, ma atti sistematici e reiterati. Le immagini mostrano bambini lasciati soli a lungo, pianti inconsolabili e reazioni di paura alla presenza della donna. In un caso, un bimbo con sindrome di Down venne lasciato a dormire in un lettino da campeggio nel bagno.

Tra gli episodi riportati nelle motivazioni: frasi offensive come “brutta nana di m…”, “hai fatto la cacca, grassona”, colpi dietro la testa, tirate di orecchie e capelli, fino alla spinta alla gola a una bambina. I giudici hanno rilevato un’“evidente sistematicità” delle condotte, pur essendo stati ripresi solo pochi giorni di attività.

La difesa — avvocati Fabio Pezzotta e Sara Vieri — ha annunciato ricorso in appello. Il collegio ha concesso le attenuanti generiche per parziali ammissioni, collaborazione processuale e difficoltà personali dell’imputata, ma ha disposto anche l’interdizione dall’attività di titolare di asilo per tutta la durata della condanna.

Il tentativo di coinvolgere il Comune di Bergamo come responsabile civile è stato respinto: l’asilo, pur accreditato, era privato e non vi era alcun rapporto contrattuale con l’amministrazione, che svolgeva solo controlli annuali sugli standard di qualità. Gli episodi contestati avvenivano quando la titolare era sola e senza possibilità di supervisione esterna.

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