Un patrimonio da oltre 1,3 milioni di euro è stato confiscato a un ex funzionario pubblico bergamasco, già radiato dall’Albo dei commercialisti, attualmente detenuto per gravi reati economico-finanziari. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Bergamo e dalla Polizia di Stato, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Brescia – Sezione Misure di Prevenzione, e rappresenta un nuovo passo nel contrasto alla criminalità patrimoniale.
Secondo le indagini, il soggetto avrebbe accumulato ricchezze per oltre 15 milioni di euro attraverso un sistema strutturato di frodi, truffe ai danni dello Stato, dichiarazioni fiscali fraudolente e utilizzo di prestanome e società di comodo. Le attività illecite, avviate anni prima, sono state documentate da più sentenze tra il 2011 e il 2016 e si sono protratte fino al 2022, anno del suo arresto definitivo.
La confisca si è resa necessaria a fronte di una sproporzione evidente tra i redditi ufficialmente dichiarati dall’uomo e il suo reale tenore di vita. I beni sottratti includono immobili e valori patrimoniali che, secondo gli investigatori, erano stati acquistati con capitali di provenienza illecita.
Determinante è stata la ricostruzione dei flussi finanziari, anche di natura transnazionale, che ha evidenziato come parte delle risorse fosse stata occultata e movimentata su conti esteri, rendendo più complessa l’attività di tracciamento. Le autorità hanno confermato la pericolosità sociale del soggetto, già noto alle cronache giudiziarie per una lunga lista di reati finanziari.
Latitanza in Romania per oltre dieci anni
Già prima della condanna, l’ex professionista si era dato alla fuga rifugiandosi in Romania, dove ha vissuto sotto falsa identità per più di un decennio. È stato successivamente arrestato grazie alla cooperazione internazionale e estradato in Italia, dove sta scontando una pena complessiva di 19 anni, 8 mesi e 11 giorni di reclusione. Le autorità italiane hanno scoperto che la sua latitanza era finanziata da una società bergamasca a lui riconducibile, che versava regolarmente fondi su conti correnti in Romania per garantirgli il sostentamento.
Obiettivo: sottrarre risorse ai soggetti pericolosi
L’operazione, frutto della sinergia tra Guardia di Finanza, Polizia di Stato e autorità giudiziaria, rientra in un piano più ampio di prevenzione contro la criminalità economica, con l’obiettivo di bloccare il riciclaggio di fondi illeciti e sottrarre risorse patrimoniali a soggetti socialmente pericolosi.
Le forze dell’ordine sottolineano come misure di questo tipo siano fondamentali per impedire che beni ottenuti illecitamente vengano reinvestiti in attività lecite, alterando la concorrenza e minando la legalità economica.
Sarebbe interessante sapere nome e cognome di questo soggetto pericoloso e anche il nome della società bergamasca a lui riconducibile.