La truffatrice dei bar colpisce anche a Bergamo: “350 denunce in tutta Italia”

Daspo urbano per la donna che consumava senza pagare: vietato l’accesso ai locali della Bergamasca, rischio carcere e maxi multa.

 È diventata l’incubo di baristi, ristoratori e albergatori di tutta Italia e ora ha colpito anche Bergamo. A gennaio, secondo fonti di polizia, un bar della zona stadio e due ristoranti della provincia sarebbero finiti nel mirino della donna nota per consumare nei locali e poi allontanarsi senza pagare il conto. Si tratterebbe della stessa truffatrice seriale segnalata in decine di città italiane e destinataria, negli anni, di circa 350 denunce per truffa: un numero impressionante.

La donna, originaria della Campania, agisce con uno schema ormai collaudato. Entra nei locali come una normale cliente, si siede senza destare sospetti e ordina pasti completi, bevande e cocktail, con una particolare predilezione per lo spritz. Al momento di saldare, promette un pagamento elettronico, un bonifico imminente o accampa difficoltà tecniche temporanee.

Appena si presenta l’occasione giusta, approfitta di una distrazione del personale per allontanarsi senza pagare. In altri casi, secondo le testimonianze raccolte, inscena problemi personali o imprevisti, riuscendo a guadagnare tempo prima di far perdere definitivamente le proprie tracce. Una modalità ripetuta decine e decine di volte, che le ha permesso di colpire indisturbata per anni.

Anche a Bergamo, dopo le segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine, è scattata una misura restrittiva. Nei confronti della donna è stato infatti emesso un daspo urbano, che le vieta non solo l’ingresso, ma anche l’avvicinamento ai pubblici esercizi della Bergamasca. La violazione del provvedimento comporta sanzioni pesantissime: reclusione da uno a tre anni e una multa fino a 24 mila euro.

Non è la prima volta che le autorità tentano di arginare il fenomeno. In diverse province italiane, negli anni, sono stati emessi fogli di via e altri provvedimenti limitativi, con l’obiettivo di ridurne gli spostamenti. Tuttavia, nonostante le misure adottate, la donna è riuscita più volte a riprendere l’attività truffaldina, spostandosi da una città all’altra.

Un episodio recente risale allo scorso dicembre a Torino, dove la truffatrice è stata bloccata dopo l’ennesima consumazione non pagata, questa volta in un ristorante cinese. In quell’occasione, secondo quanto emerso, avrebbe anche opposto resistenza all’intervento dei carabinieri. Arrestata, il giudice ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma.

Durante quell’intervento, la donna avrebbe pronunciato una frase che ha colpito gli investigatori: “Quando bevo, cambio personalità”. Una dichiarazione che, tuttavia, non attenua la gravità di un comportamento reiterato nel tempo e che ha causato danni economici e frustrazione a decine di esercenti in tutta Italia.

Il caso riaccende l’attenzione sul tema delle truffe ai danni dei pubblici esercizi e sull’efficacia delle misure preventive. A Bergamo, il daspo urbano rappresenta ora un tentativo concreto di interrompere una lunga scia di episodi, tutelando commercianti e lavoratori del settore. Resta da capire se questa volta il provvedimento riuscirà davvero a fermare una delle truffatrici più note del circuito della ristorazione italiana.

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