Caprino, aggredisce la sorella: scatta il codice rosso

Un episodio di violenza familiare a Caprino Bergamasco ha scatenato l’attivazione immediata del Codice Rosso e il ricovero di un uomo con disturbi psichiatrici

ospedale

Intervento dei Carabinieri: lite familiare a Caprino

La sera del 7 marzo, i Carabinieri di Zogno sono intervenuti d’urgenza a Caprino Bergamasco, allertati per una violenta lite tra due fratelli conviventi. L’episodio ha visto coinvolto un uomo di 30 anni, noto alle forze dell’ordine e affetto da patologie psichiatriche. L’uomo, in forte stato di agitazione, ha aggredito fisicamente la sorella di 34 anni, con la quale viveva. Questo episodio ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

Aggressione e trasporto ospedaliero: Codice Rosso attivato

Sul luogo dell’incidente sono giunti anche i soccorritori del 118, che hanno fornito le prime cure ai due fratelli. Entrambi sono stati successivamente trasportati in codice verde agli ospedali di Bergamo e Merate per ulteriori accertamenti e trattamenti. L’aggressione, nonostante non abbia causato ferite gravi, ha spinto i Carabinieri, in coordinamento con la Procura della Repubblica di Bergamo, ad attivare le procedure previste dal Codice Rosso, data la gravità dell’episodio e i precedenti di violenza domestica.

I provvedimenti: denuncia e misura di sicurezza

L’uomo di 30 anni è stato denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia. Il 9 marzo, sulla base delle valutazioni psichiatriche e della pericolosità sociale dell’individuo, il Gip del Tribunale di Bergamo ha emesso un’ordinanza di misura di sicurezza provvisoria, imponendo il ricovero in una casa di cura e custodia. Tale provvedimento si è reso necessario per tutelare sia l’uomo stesso che la sicurezza della comunità.

Trasferimento in struttura protetta: ricovero psichiatrico

L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri di Cisano Bergamasco, che hanno trasferito l’uomo la sera del 9 marzo nel reparto di psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il 30enne era ancora ricoverato. Il provvedimento è stato preso in attesa dell’individuazione di una residenza protetta dove l’individuo potrà restare in custodia, mentre si valutano eventuali altre misure di sicurezza più specifiche.

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