La Procura di Bergamo indaga sull’esplosione che lunedì 5 ottobre ha devastato una palazzina al civico 9 di via Longo, nel quartiere Borgo Santa Caterina. Il pubblico ministero Emanuele Marchisio ha aperto un fascicolo per disastro colposo a carico dei due coniugi che occupavano l’appartamento al piano rialzato nel quale sarebbe avvenuto l’accumulo di gas.
A lavorare sulla ricostruzione sono la Squadra Mobile e i Vigili del fuoco. Le cause dell’esplosione non sono ancora state accertate e gli investigatori stanno valutando diversi scenari, dall’eventualità di un gesto deliberato a quella di un intervento maldestro sull’impianto.
Un elemento importante potrebbe arrivare dall’analisi dei contatori e dei consumi, attraverso i quali sarà possibile cercare di determinare per quanto tempo il gas sia fuoriuscito prima della deflagrazione.
Tubo del gas svitato e una pinza nell’appartamento
Durante il sopralluogo nell’abitazione, il Nucleo Investigativo dei Vigili del fuoco avrebbe trovato il tubo del gas svitato e una pinza nelle vicinanze. Un particolare sul quale si stanno concentrando gli approfondimenti.
C’è però un altro elemento che rende più complessa la ricostruzione: la valvola a farfalla del condotto sarebbe stata trovata in posizione di chiusura. Gli investigatori dovranno stabilire quando sia stata chiusa e se la sua posizione sia riconducibile alle azioni compiute prima dell’esplosione oppure agli effetti della stessa deflagrazione.
Tra gli scenari presi in considerazione figura anche quello di una riparazione eseguita in modo non corretto. Solo gli accertamenti tecnici potranno consentire di ricostruire la sequenza degli eventi.
Decisiva l’analisi dei consumi di gas
L’esame dei contatori potrebbe fornire indicazioni sulla durata della fuoriuscita. Un’erogazione molto breve potrebbe essere compatibile con un incidente verificatosi durante un intervento sull’impianto, mentre una fuoriuscita prolungata potrebbe indicare che l’abitazione era andata progressivamente saturandosi di gas.
Gli specialisti dovranno quindi valutare quantità, tempi e modalità dell’accumulo prima di formulare conclusioni. Anche l’ipotesi dell’assuefazione all’odore del gas viene presa in considerazione per spiegare perché gli occupanti non abbiano lasciato immediatamente l’appartamento, ma si tratta di una possibilità che necessita di riscontri.
Sul contesto personale della coppia sono inoltre in corso approfondimenti. La donna, 51 anni, era seguita dal Centro Psico-Sociale e avrebbe affrontato recentemente un trattamento sanitario obbligatorio. Anche il marito, 55 anni, risulterebbe seguito dai servizi territoriali per problematiche legate all’alcol.
Queste circostanze vengono valutate dagli investigatori per ricostruire il quadro complessivo, ma non consentono da sole di stabilire la natura volontaria o accidentale dell’esplosione.
I due coniugi restano in condizioni gravissime
Le conseguenze per la coppia sono state estremamente gravi. La donna è stata trasferita al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano e avrebbe riportato ustioni sul 90% del corpo, mentre il marito è ricoverato all’ospedale di Verona con ustioni che interesserebbero circa il 50% del corpo.
Le loro condizioni rendono al momento particolarmente difficile acquisire direttamente una ricostruzione di quanto accaduto all’interno dell’appartamento nei minuti precedenti alla deflagrazione.
L’odore di gas avvertito prima del boato
Le testimonianze raccolte indicano che l’odore di gas sarebbe stato percepito nel condominio già durante il pomeriggio, diverse ore prima dell’esplosione. Non sarebbe tuttavia partita una richiesta immediata di intervento ai soccorsi.
Poco prima delle 19.30 il portinaio, dopo aver avvertito un odore particolarmente intenso mentre scendeva dal sesto piano, avrebbe raggiunto l’appartamento della coppia. Dopo aver parlato con l’uomo e averlo invitato ad aprire le finestre e a chiudere la valvola, si sarebbe allontanato di pochi metri per aprire i finestroni del pianerottolo.
La deflagrazione sarebbe avvenuta pochi istanti dopo, investendo gli ambienti e provocando il cedimento di numerosi divisori interni.
Nell’appartamento confinante una parete della camera da letto è crollata vicino a una residente, che avrebbe riportato soltanto un lieve trauma alla testa. Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento delle pareti interne avrebbe contribuito a disperdere parte dell’energia dell’esplosione, limitando le conseguenze sulla struttura portante dell’edificio.
Una ventina di residenti evacuati
La potenza dell’onda d’urto ha proiettato detriti anche all’esterno della proprietà. Un residente di 78 anni che si trovava in un edificio vicino ha raccontato che un grosso frammento proveniente dalla palazzina avrebbe attraversato la recinzione e sfondato una porta-finestra, fermandosi a poca distanza dal punto in cui era seduto.
Sarebbe stato proprio l’uomo a telefonare immediatamente al 112 dopo aver sentito l’esplosione. I soccorsi hanno quindi raggiunto via Longo e avviato le operazioni di messa in sicurezza.
Circa venti residenti sono stati evacuati dalla palazzina. Per le persone impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni, il Comune di Bergamo ha predisposto sistemazioni temporanee in alcune strutture ricettive cittadine.
L’inchiesta dovrà ora ricostruire con precisione ciò che è avvenuto nell’appartamento prima delle 19.30. L’esame dell’impianto, della valvola e soprattutto dei consumi di gas potrebbe risultare determinante per comprendere l’origine della tragedia, mentre resta necessario distinguere le ipotesi investigative dagli elementi già accertati.
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