La manutenzione dei parchi diventa uno strumento per costruire percorsi di responsabilità, formazione e reinserimento sociale. È l’obiettivo del nuovo Patto di collaborazione approvato dalla Giunta del Comune di Bergamo insieme alla Fondazione Opera Bonomelli Ets, realtà capofila di una rete di enti impegnati anche nei progetti territoriali legati all’area penale.
L’accordo avrà una durata di due anni e coinvolgerà le persone che frequentano il Centro Diurno “Fuori di Qua”, comprese persone sottoposte a misure alternative alla detenzione e inserite in specifici percorsi di reinserimento. Le attività si svolgeranno con l’accompagnamento di educatori e tutor.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra le competenze comunali dedicate al verde pubblico e quelle delle politiche sociali, con un duplice risultato atteso: migliorare e mantenere gli spazi della città e offrire ai partecipanti un’esperienza concreta di partecipazione alla vita della comunità.
Dai parchi cittadini all’Orto Botanico
Il programma operativo non sarà definito una volta per tutte, ma verrà sviluppato progressivamente attraverso un lavoro di coprogettazione tra Opera Bonomelli e l’assessorato alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde.
Tra gli interventi previsti rientrano la manutenzione delle aree verdi comunali e la raccolta dei rifiuti abbandonati nei parchi. A queste mansioni si aggiungeranno esperienze con una componente maggiormente educativa e formativa.
Il Patto contempla infatti collaborazioni con l’Orto Botanico di Bergamo, dove potranno essere organizzate specifiche attività didattiche. I partecipanti avranno inoltre la possibilità di essere coinvolti in alcuni eventi e iniziative pubbliche organizzati sul territorio cittadino.
Il lavoro sul verde assume così una funzione che va oltre la manutenzione: permette di confrontarsi con compiti, responsabilità e relazioni, rendendo allo stesso tempo immediatamente visibile alla cittadinanza il risultato delle attività svolte.
Chi partecipa al progetto
Il Centro Diurno “Fuori di Qua” ha sede negli spazi del Patronato San Vincenzo di via Gavazzeni e attualmente accoglie un gruppo composto da circa dieci persone. Le attività vengono organizzate due pomeriggi alla settimana, il martedì e il venerdì.
Ad accompagnare il gruppo ci sono tre educatori professionali e alcuni volontari. Il servizio fa riferimento a una rete di soggetti del Terzo Settore guidata dalla Fondazione Opera Bonomelli e alla quale partecipano operatori della Fondazione don Resmini e della Cooperativa Pugno Aperto, con il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca.
Il nuovo accordo con Palazzo Frizzoni consentirà quindi di portare alcune attività educative direttamente negli spazi pubblici, ampliando le opportunità a disposizione delle persone impegnate nei percorsi di reinserimento.
Nessun costo per il Comune
La collaborazione è stata sviluppata a partire dal confronto tra il Servizio Verde pubblico del Comune e Opera Bonomelli e trova il proprio quadro nel regolamento cittadino che disciplina la partecipazione dei cittadini attivi alla cura e alla rigenerazione dei beni comuni urbani.
La suddivisione degli impegni prevede che sia la Fondazione Opera Bonomelli a sostenere i costi per le attrezzature, i materiali di consumo e il vestiario necessario alle attività. Alla stessa Fondazione spetterà inoltre garantire la copertura assicurativa delle persone coinvolte.
Il Comune di Bergamo fornirà invece il supporto amministrativo, le autorizzazioni necessarie e la promozione istituzionale dell’iniziativa. L’accordo, secondo quanto stabilito, non comporterà quindi impegni di spesa a carico dell’amministrazione comunale.
Il verde come strumento di partecipazione
L’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde, Oriana Ruzzini, ha sottolineato come l’intesa rappresenti un modello di collaborazione tra ente pubblico e Terzo Settore basato sul principio della sussidiarietà orizzontale.
La cura del verde viene così associata a un percorso di conoscenza del territorio, inclusione e benessere collettivo, trasformando un’attività di manutenzione in uno strumento con finalità anche sociali. Gli interventi concreti saranno concordati con il Servizio Verde pubblico in base alle necessità individuate sul territorio.
Una prospettiva condivisa dall’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina, che ha evidenziato il valore dell’esperienza per le persone coinvolte. Prendersi cura di uno spazio utilizzato dalla collettività significa infatti confrontarsi con responsabilità e rapporti interpersonali, ma anche utilizzare e sviluppare competenze in un ambiente aperto alla città.
Un ponte tra partecipanti e cittadinanza
Per la Fondazione Opera Bonomelli, l’intesa rappresenta anche un riconoscimento del lavoro portato avanti attraverso il Centro Diurno “Fuori di Qua”.
Il direttore Sergio Capitanio ha evidenziato in particolare la dimensione civica delle attività, che può rafforzare il percorso educativo e contribuire ad avvicinare le persone coinvolte alla cittadinanza.
Il progetto mette quindi in relazione politiche ambientali e sociali attraverso attività dai risultati concreti. Parchi, aree verdi e Orto Botanico diventano non soltanto luoghi da curare, ma spazi nei quali sperimentare partecipazione, acquisire competenze e accompagnare percorsi di reinserimento, restituendo contemporaneamente un servizio alla comunità bergamasca.
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