Luisa Carminati, moglie di Daniele Nembrini, non è più sottoposta agli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha deciso di sostituire la misura cautelare con un provvedimento interdittivo che le impedirà di ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche per i prossimi dodici mesi.
La decisione è arrivata giovedì 8 ottobre, dopo l’udienza celebrata martedì e il ricorso presentato dagli avvocati Barbara Bruni e Marco De Cobelli, legali dei coniugi coinvolti nell’inchiesta giudiziaria sulle attività delle loro fondazioni scolastiche.
Carminati, 56 anni, residente a Cenate Sopra, era stata raggiunta dalla misura degli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine che comprende ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso, truffa e peculato.
Il provvedimento del Riesame modifica la misura cautelare, ma non definisce il merito delle accuse, che restano oggetto del procedimento giudiziario.
La decisione del Riesame dopo il ricorso della difesa
La precedente misura era stata richiesta dai pubblici ministeri Silvia Marchina ed Emanuele Marchisio e disposta dal giudice per le indagini preliminari Luca Bonifacio.
La difesa aveva successivamente scelto di rivolgersi al tribunale del Riesame per contestare la necessità di mantenere gli arresti domiciliari nei confronti di Carminati.
I giudici hanno accolto la richiesta di modifica, applicando una misura meno restrittiva della libertà personale.
Per un anno, Carminati non potrà esercitare uffici direttivi in persone giuridiche e imprese, secondo quanto previsto dal provvedimento.
Non si tratta quindi di una cancellazione di ogni vincolo cautelare, ma della sostituzione degli arresti domiciliari con un divieto legato all’esercizio di determinate funzioni.
La decisione riguarda specificamente la posizione della donna e non modifica automaticamente quella degli altri indagati.
Le ragioni della difesa: il ruolo nelle fondazioni
Uno degli argomenti principali presentati dagli avvocati riguardava il rischio di reiterazione dei reati contestati.
La difesa ha sostenuto che non sussistessero più le condizioni per considerare attuale il pericolo di una ripetizione delle presunte condotte illecite.
A sostegno di questa posizione è stata richiamata la circostanza che Carminati avesse già lasciato gli incarichi ricoperti all’interno delle fondazioni coinvolte nell’indagine.
Secondo i legali, l’uscita dagli organi direttivi avrebbe modificato il contesto nel quale sarebbero avvenuti i fatti contestati.
Un altro elemento evidenziato riguarda i finanziamenti pubblici: le fondazioni, secondo quanto rappresentato dalla difesa, non riceverebbero più da tempo contributi dalla Regione.
Queste circostanze sono state utilizzate per sostenere che gli arresti domiciliari non fossero più necessari.
Il Riesame ha disposto la sostituzione della misura, ma sarà possibile conoscere nel dettaglio le valutazioni dei giudici soltanto dopo il deposito delle motivazioni.
Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni
Il provvedimento comunicato l’8 ottobre non è ancora accompagnato dalle ragioni giuridiche della decisione.
Il tribunale del Riesame avrà trenta giorni per depositare le motivazioni, chiarendo quali elementi abbiano determinato la scelta di sostituire gli arresti domiciliari con la misura interdittiva.
Si tratta di un passaggio importante anche per comprendere il peso attribuito alle argomentazioni difensive.
Non è infatti possibile stabilire, sulla base del solo dispositivo, se la decisione sia stata determinata esclusivamente dalla valutazione delle esigenze cautelari oppure anche da altri aspetti esaminati durante l’udienza.
Il contenuto delle motivazioni potrà inoltre orientare le successive valutazioni delle parti.
Resta aperta la possibilità che la Procura decida di impugnare il provvedimento, ma al momento non risulta comunicata alcuna iniziativa in questo senso.
La soddisfazione degli avvocati Bruni e De Cobelli
La decisione è stata accolta positivamente dai difensori dei coniugi Nembrini.
L’avvocata Barbara Bruni ha espresso soddisfazione per la sostituzione degli arresti domiciliari con il divieto temporaneo di esercitare incarichi direttivi.
La legale ha inoltre chiarito che la difesa non ha presentato un analogo ricorso per Daniele Nembrini, ritenendo più complessa la sua posizione nell’ambito del procedimento.
Si tratta di una distinzione significativa: la decisione del Riesame riguarda esclusivamente Luisa Carminati.
La situazione cautelare del marito resta pertanto separata da quella della donna e dovrà essere valutata sulla base degli atti e delle eventuali iniziative processuali che lo riguardano.
L’inchiesta sui fondi destinati alle scuole
Il procedimento giudiziario nel quale sono coinvolti i coniugi riguarda la gestione delle risorse economiche collegate alle attività delle loro fondazioni scolastiche.
L’ipotesi accusatoria principale è che denaro pubblico destinato alle scuole sia stato utilizzato per finalità diverse da quelle previste, con un presunto vantaggio economico personale per gli indagati.
L’indagine comprende diverse contestazioni, tra cui bancarotta fraudolenta, falso, truffa e peculato.
Si tratta di accuse formulate dagli inquirenti, non di responsabilità già accertate con una sentenza definitiva.
Daniele Nembrini e Luisa Carminati hanno respinto gli addebiti durante l’interrogatorio preventivo, nel corso del quale hanno reso dichiarazioni spontanee.
Entrambi hanno negato di essersi arricchiti attraverso la distrazione dei finanziamenti pubblici destinati alle attività scolastiche.
Il procedimento dovrà quindi proseguire attraverso gli accertamenti previsti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Cosa cambia dopo la revoca degli arresti domiciliari
Per Luisa Carminati, la decisione dell’8 ottobre determina un cambiamento immediato nella misura cautelare applicata.
La donna non sarà più soggetta agli arresti domiciliari, ma dovrà rispettare per dodici mesi il divieto di assumere o esercitare funzioni direttive nelle organizzazioni indicate dal provvedimento.
La misura interdittiva interviene quindi sulle possibilità di ricoprire incarichi gestionali, anziché imporre la permanenza presso il domicilio.
Sul piano giudiziario, tuttavia, la vicenda resta aperta.
Il deposito delle motivazioni del Riesame consentirà di comprendere meglio la decisione, mentre la Procura dovrà valutare se adottare ulteriori iniziative.
Anche la posizione di Daniele Nembrini rimane distinta e non risulta interessata dalla modifica disposta per la moglie.
La revoca dei domiciliari rappresenta dunque un passaggio favorevole alla difesa di Carminati sul piano cautelare, senza anticipare l’esito dell’inchiesta.Â
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