Bergamo, maltempo da oltre 70 milioni di danni: agosto il mese peggiore

Nubifragi, grandinate e frane hanno colpito la provincia nei primi nove mesi del 2026. Oltre 54 milioni di euro di danni soltanto ad agosto, mentre l'agricoltura paga anche le conseguenze del caldo

Il maltempo presenta un conto superiore ai 70 milioni di euro alla provincia di Bergamo nei primi nove mesi del 2026. Nubifragi, grandinate, raffiche di vento e frane hanno provocato danni a infrastrutture pubbliche, abitazioni, attività produttive e aziende agricole.

Il bilancio emerge dalle richieste di risarcimento trasmesse all’assessorato regionale alla Protezione civile. Si tratta di una quantificazione ancora provvisoria, destinata a essere aggiornata perché non tutte le segnalazioni dei privati sono state contabilizzate.

Il periodo più critico è stato agosto, quando una successione di eventi meteorologici estremi ha colpito soprattutto le valli bergamasche e i comuni della pianura.

Nel solo mese di agosto i danni segnalati hanno raggiunto 54.433.703 euro, con conseguenze particolarmente gravi nelle giornate del 20 e 21 agosto e durante le grandinate del 28 e 29.

Come sottolinea il Corriere Bergamo, il quadro è aggravato dalle difficoltà del settore agricolo, che ha dovuto affrontare sia gli effetti delle precipitazioni violente sia le perdite produttive provocate dalle temperature elevate.

Agosto 2026, oltre 54 milioni di euro di danni

Il mese di agosto ha concentrato la parte più consistente delle conseguenze economiche del maltempo.

Secondo i dati raccolti, le richieste di risarcimento ammontano a 54,4 milioni di euro, suddivisi tra enti pubblici, cittadini e imprese.

La gravità degli eventi ha portato alla presentazione di una richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Nel corso del mese si sono registrate tredici giornate di pioggia, cinque delle quali con accumuli superiori ai dieci millimetri.

Le precipitazioni più intense si sono concentrate nella seconda metà di agosto, quando diversi territori hanno subito danni in rapida successione.

Quattro giornate, tra il 20 e il 29 agosto, hanno provocato da sole danni per decine di milioni di euro, trasformando l’ultima parte dell’estate nel periodo più difficile dell’anno.

Il 20 agosto la giornata più grave: frane e paesi isolati

L’evento economicamente più pesante si è verificato il 20 agosto, quando un nubifragio eccezionalmente intenso ha investito le valli bergamasche.

Le precipitazioni hanno raggiunto valori estremamente elevati.

A Branzi sono stati registrati accumuli superiori ai 190-200 millimetri, mentre l’intensità della pioggia ha toccato 209 millimetri orari al Passo San Marco e 244 millimetri orari ad Albino.

L’acqua ha provocato frane, smottamenti, interruzioni stradali e situazioni di grave difficoltà per numerose comunità.

Cinque paesi della Val Brembana sono rimasti isolati, mentre il numero complessivo degli sfollati nella provincia ha raggiunto quota 350.

Tra questi figuravano circa 250 ospiti di un campeggio evacuato a Isola di Fondra.

Le conseguenze sulle infrastrutture sono state particolarmente rilevanti.

Per la sola giornata del 20 agosto, i danni dichiarati ammontano a 27.061.464 euro.

La maggior parte delle richieste è arrivata da 22 enti pubblici, mentre le segnalazioni dei privati hanno rappresentato circa 125mila euro.

Il 21 agosto altri 6,3 milioni di danni

L’emergenza non si è conclusa con il primo nubifragio.

Il giorno successivo, 21 agosto, sono stati segnalati ulteriori 6.287.000 euro di danni, interamente riconducibili alle richieste di otto enti pubblici.

Le due giornate consecutive hanno quindi prodotto un impatto economico superiore ai 33 milioni di euro.

Le conseguenze hanno interessato soprattutto la viabilità e le infrastrutture, con numerose situazioni rese critiche dalle frane e dal materiale trascinato dall’acqua.

La quantità di precipitazioni caduta in poche ore ha messo sotto pressione territori montani già esposti al rischio idrogeologico.

Il 20 e 21 agosto rappresentano il momento più grave dell’emergenza meteorologica bergamasca del 2026, sia per l’entità dei danni sia per il numero di persone costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie sistemazioni.

Grandine il 28 agosto: scuole e automobili devastate nella pianura

Dopo i nubifragi nelle valli, il maltempo ha colpito duramente anche la pianura.

All’alba del 28 agosto una grandinata particolarmente violenta ha interessato diversi comuni della Bassa Bergamasca.

I chicchi di ghiaccio, descritti come grandi quanto noci, hanno danneggiato edifici pubblici, abitazioni, attività produttive e automobili.

Tra le località più colpite figura Calcio, dove la grandine ha compromesso circa mille metri quadrati della copertura della scuola elementare.

Danni rilevanti sono stati registrati anche alla scuola parrocchiale, con lucernari rotti e circa 500 coppi distrutti, oltre che ai tetti di due chiese.

Migliaia di veicoli hanno riportato parabrezza sfondati e altri danneggiamenti, mentre le aziende agricole hanno subito conseguenze particolarmente pesanti.

In una struttura zootecnica, la grandine ha perforato le coperture delle stalle, causando anche la morte di animali.

Per il 28 agosto sono state presentate richieste per 7.255.585 euro da 22 enti pubblici, ai quali si aggiungono 110.600 euro segnalati da imprese e cittadini.

Il giorno seguente sono stati dichiarati altri 790mila euro complessivi, tra enti pubblici e privati.

Arzago e Casirate, la tromba d’aria del 7 agosto

L’agosto difficile era iniziato già nella prima parte del mese.

Il 7 agosto, dopo una giornata caratterizzata da temperature intorno ai 34 gradi, un violento temporale si era abbattuto sulla Bassa Bergamasca intorno alle 23.30.

Ad Arzago e Casirate, una tromba d’aria aveva provocato danni per 1.049.654 euro.

Tra gli episodi più gravi, lo scoperchiamento di una palestra: una parte della copertura era stata trascinata dal vento verso le villette e le automobili circostanti.

Erano stati danneggiati anche alcuni capannoni industriali.

Pochi giorni dopo, il 12 agosto, un nubifragio aveva interessato la Val Seriana, provocando una colata di fango a Parre.

In quell’occasione erano stati quantificati danni per circa 500mila euro.

Questi episodi avevano anticipato l’ondata di maltempo molto più intensa arrivata nella seconda metà del mese.

Giugno e luglio, temporali e frane per quasi 8 milioni

Prima dell’emergenza di agosto, il territorio bergamasco aveva già affrontato numerosi eventi meteorologici avversi.

Nei primi sette mesi del 2026 i danni complessivamente segnalati erano arrivati a 7.990.085 euro.

Tra gli episodi più significativi figura il temporale del 6 giugno, che aveva richiesto 26 interventi dei vigili del fuoco per allagamenti e alberi caduti.

Il bilancio economico era stato di 1.583.000 euro.

Il 10 giugno un’altra perturbazione aveva portato piogge particolarmente intense, con valori fino a 166 millimetri orari e raffiche di vento di 64,4 chilometri orari.

I vigili del fuoco avevano gestito circa 60 emergenze.

A Calcio, grossi chicchi di grandine avevano aperto fori nella copertura della scuola elementare, mentre a Romano di Lombardia il vento aveva danneggiato i campi da tennis e strappato pannelli solari dalla scuola Rubini.

Anche luglio aveva presentato criticità rilevanti.

Il 1° luglio erano stati segnalati danni per 2.325.500 euro, a causa di frane, smottamenti, interruzioni elettriche e problemi alla viabilità.

La situazione più grave si era verificata a Isola di Fondra.

Il 15 luglio, inoltre, una perturbazione accompagnata da trombe d’aria aveva colpito Bagnatica, Treviglio e Scanzorosciate, richiedendo circa 90 interventi dei pompieri.

I primi mesi dell’anno tra piogge e caduta massi

Il 2026 aveva mostrato segnali di instabilità meteorologica anche durante l’inverno e la primavera, sebbene con conseguenze economiche più contenute.

Il 15 gennaio una caduta massi sulla strada provinciale ad Ardesio aveva provocato danni stimati in 150mila euro.

Il 28 gennaio erano stati segnalati altri 186.950 euro, mentre il 7 febbraio il bilancio aveva raggiunto 200mila euro.

A marzo, le precipitazioni avevano causato danni per 900mila euro l’11 e per 403mila euro il 16.

Le piogge avevano inoltre condizionato le manifestazioni tradizionali bergamasche, determinando la cancellazione di alcuni appuntamenti del Ducato di piazza Pontida e accompagnando la sfilata di Mezza Quaresima.

L’11 maggio una forte perturbazione aveva portato vento fino a 60 chilometri orari, circa 50 millimetri di pioggia e migliaia di fulmini, con grandinate in Val Seriana.

I danni dichiarati per quella giornata erano stati pari a 338.190 euro.

Si trattava di episodi importanti, ma ancora lontani dall’entità dell’emergenza registrata in agosto.

Agricoltura bergamasca, 10 milioni di danni dai temporali

Tra i comparti maggiormente colpiti figura quello agricolo.

Secondo le segnalazioni raccolte da Coldiretti Bergamo, le aziende agricole hanno denunciato circa 10 milioni di euro di danni diretti provocati dai nubifragi estivi.

Il bilancio riguarda soprattutto le conseguenze immediate delle precipitazioni violente e delle grandinate.

A queste perdite si aggiungono gli effetti delle temperature elevate e dei periodi di caldo intenso.

Il presidente di Coldiretti Bergamo, Gabriele Borella, ha precisato che la quantificazione dei danni diretti non comprende interamente le perdite produttive legate al caldo.

La produzione di foraggi e cereali avrebbe subito una riduzione del 25%, con conseguenze economiche ulteriori per le aziende del territorio.

Non tutte le colture hanno però registrato risultati negativi.

La vendemmia ha raggiunto livelli giudicati molto buoni sia per quantità sia per qualità, mentre indicazioni positive sono arrivate anche dalla produzione di olio.

Il quadro agricolo risulta quindi differenziato, con alcuni settori fortemente penalizzati e altri capaci di mantenere risultati soddisfacenti.

Danni ancora provvisori: mancano parte delle richieste dei privati

La cifra superiore ai 70 milioni di euro non rappresenta necessariamente il bilancio definitivo.

Le richieste di risarcimento trasmesse alla Regione non comprendono ancora tutte le segnalazioni relative ai danni subiti da cittadini e imprese.

Il totale potrebbe quindi aumentare con il completamento delle procedure di ricognizione.

È inoltre importante distinguere tra danni dichiarati e somme effettivamente riconosciute o rimborsate.

Le schede inviate all’assessorato regionale alla Protezione civile documentano le conseguenze economiche segnalate dagli interessati, ma non equivalgono automaticamente a risarcimenti già concessi.

La richiesta di stato di emergenza nazionale per gli eventi di agosto si inserisce nel percorso istituzionale necessario a valutare gli interventi straordinari.

Il quadro definitivo dipenderà dalla verifica delle segnalazioni e dagli eventuali provvedimenti adottati dalle autorità competenti.

Bergamo, un 2026 segnato dagli eventi meteorologici estremi

Il bilancio dei primi nove mesi evidenzia quanto poche giornate di maltempo possano incidere sull’economia di un intero territorio.

Dopo un inizio d’anno caratterizzato da danni relativamente contenuti, l’estate ha portato una successione di fenomeni particolarmente intensi.

Agosto è stato il mese più difficile, con oltre 54 milioni di euro di danni segnalati e gravi conseguenze per le comunità della Val Brembana e della pianura.

Frane, allagamenti, evacuazioni, coperture distrutte e danni alle aziende agricole hanno coinvolto infrastrutture pubbliche e proprietà private.

La ricognizione economica rimane aperta, mentre il settore agricolo deve fare i conti anche con la perdita di produzione causata dal caldo.

Il totale dei danni ha già superato i 70 milioni di euro, una cifra che descrive la portata dell’emergenza e che potrebbe crescere ulteriormente con l’arrivo delle segnalazioni ancora mancanti.

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