I ritardi delle infrastrutture rischiano di compromettere la competitività economica della provincia di Bergamo. È l’allarme lanciato da Matteo Zanetti, presidente di Confindustria, che sollecita un’accelerazione dei cantieri ferroviari e una programmazione più efficace degli interventi sulla rete stradale.
Al centro delle preoccupazioni delle imprese ci sono i tempi di realizzazione del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio, il raddoppio della linea Bergamo-Ponte San Pietro e la crescente congestione del traffico nelle principali direttrici provinciali.
Ma la riflessione di Zanetti si estende anche al futuro dello scalo aeroportuale, alla necessità di un interporto ferroviario e alle difficoltà incontrate dalle aziende nel trattenere lavoratori e attrarre nuove professionalità.
«Bergamo merita ed esige più rispetto», afferma a L’Eco di Bergamo il presidente degli industriali, chiedendo risultati concreti e una visione coordinata dello sviluppo territoriale.
Treno per Orio, la conclusione dei lavori slitta a fine 2027
Uno dei principali motivi di preoccupazione riguarda il collegamento ferroviario tra Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio.
I cantieri sono stati avviati circa due anni e mezzo fa, ma la conclusione dei lavori viene ora indicata per la fine del 2027.
Una prospettiva che, secondo Zanetti, non può essere affrontata soltanto attraverso nuove rassicurazioni.
«Qui contano i fatti, non le parole», sottolinea il presidente di Confindustria.
Il territorio ha sostenuto per anni la necessità di potenziare il trasporto ferroviario e migliorare i collegamenti con uno degli aeroporti più importanti del Paese.
I ritardi, tuttavia, stanno prolungando i disagi per cittadini, pendolari e imprese.
Zanetti riconosce che l’apertura di numerosi cantieri dimostra l’impegno delle istituzioni nel promuovere nuove infrastrutture.
Il problema, secondo gli industriali, è garantire che le opere vengano effettivamente completate entro scadenze affidabili.
In questo quadro, il presidente esprime apprezzamento per l’iniziativa della sindaca di Bergamo e del presidente della Provincia, impegnati a chiedere chiarimenti sull’avanzamento dei lavori.
Il traffico pesa sulle imprese e sui lavoratori
Le difficoltà della mobilità non riguardano soltanto il tempo trascorso in automobile.
Secondo Zanetti, la congestione stradale sta iniziando a influenzare anche le scelte professionali e produttive.
Nella zona dell’Adda, alcuni lavoratori avrebbero deciso di lasciare il proprio impiego perché non più disposti a sostenere spostamenti quotidiani troppo lunghi.
In altri casi, aziende situate nelle Valli avrebbero scelto di trasferire le attività verso la pianura per migliorare l’accessibilità.
Si tratta di segnali che, secondo il presidente di Confindustria, devono essere considerati con attenzione.
Un territorio difficile da raggiungere rischia infatti di diventare meno attrattivo per i professionisti e meno conveniente per nuovi investimenti.
«L’attrattività del territorio è un fattore di competitività», osserva Zanetti.
Le conseguenze economiche vengono considerate ancora contenute, ma potrebbero aggravarsi se non si riuscirà a migliorare la situazione.
Val Brembana, Val Seriana e Adda: servono nuove strade
La posizione di Confindustria non si limita alla richiesta di completare i progetti ferroviari.
Zanetti ritiene necessario un insieme di interventi capace di rispondere anche all’aumento del traffico automobilistico.
Le criticità riguardano la Val Brembana, la Val Seriana e l’area dell’Adda, dove gli spostamenti sono diventati particolarmente difficili.
Tra le infrastrutture attese da tempo figura la Paladina-Sedrina, considerata uno degli interventi importanti per migliorare i collegamenti verso le Valli.
Per il presidente degli industriali, il territorio ha bisogno di una pianificazione che tenga conto delle diverse esigenze di mobilità.
Il potenziamento del trasporto pubblico e quello della viabilità ordinaria non devono essere considerati alternative incompatibili.
L’obiettivo è realizzare una rete integrata, capace di distribuire meglio i flussi di traffico e ridurre i tempi di percorrenza.
Zanetti invita inoltre a evitare impostazioni ideologiche nella valutazione delle opere.
Bergamo-Treviglio, la richiesta di una regia unica
Tra i progetti infrastrutturali discussi sul territorio figura anche la Bergamo-Treviglio.
Zanetti non indica una graduatoria delle opere da realizzare, ma richiama l’attenzione sulla necessità di coordinarle.
Un intervento isolato, secondo il presidente di Confindustria, rischia di trasferire il problema del traffico da una zona a un’altra, senza risolverlo.
Per questo motivo viene richiesta una regia complessiva che consideri i collegamenti tra capoluogo, pianura e Valli.
La pianificazione dovrebbe partire dall’analisi dei flussi reali di traffico, individuando i punti maggiormente congestionati.
Soltanto attraverso una valutazione d’insieme, sostiene Zanetti, sarà possibile evitare investimenti che producano benefici limitati.
Il principio indicato è quello di una programmazione territoriale coordinata, nella quale ogni infrastruttura contribuisca al funzionamento dell’intera rete.
E-Brt Bergamo, Zanetti chiede ulteriori correttivi
Un altro tema affrontato riguarda il progetto e-Brt, il sistema di trasporto rapido elettrico che sta interessando la mobilità cittadina.
Zanetti riconosce un risultato importante dell’iniziativa: l’arrivo di 85 milioni di euro di finanziamenti.
Il presidente osserva però che il progetto sarebbe stato concepito in un contesto differente rispetto alle condizioni attuali del traffico.
Nel corso della realizzazione sono stati introdotti alcuni correttivi, giudicati utili anche se arrivati con ritardo.
Per Confindustria, eventuali ulteriori modifiche dovrebbero essere valutate in funzione delle esigenze della città.
«È l’e-Brt che deve adeguarsi alla città», afferma Zanetti.
L’attenzione si concentra anche sugli effetti della riapertura di via San Bernardino, che potrebbe non essere sufficiente a riportare la circolazione a condizioni soddisfacenti.
Il presidente invita quindi a effettuare uno studio approfondito dei flussi in entrata e in uscita dal capoluogo, senza escludere la necessità di nuovi aggiustamenti.
Aeroporto di Orio, Confindustria sostiene il piano di sviluppo
Accanto alle critiche sui ritardi infrastrutturali, Zanetti esprime una posizione favorevole al Piano di sviluppo aeroportuale.
Confindustria sostiene il potenziamento dello scalo di Orio al Serio, considerato un elemento fondamentale dell’economia bergamasca.
Il presidente riconosce la presenza di opinioni contrarie, ma sottolinea l’importanza di preservare un’infrastruttura che ha contribuito alla crescita del territorio.
L’aeroporto ha favorito l’espansione del turismo, lo sviluppo delle attività commerciali e una maggiore apertura internazionale della città.
Secondo Zanetti, questi risultati derivano anche dalle scelte compiute negli anni dalle precedenti amministrazioni aeroportuali e dal sostegno del sistema economico locale.
Lo scalo viene considerato un patrimonio strategico per le imprese, oltre che un fattore di trasformazione culturale ed economica.
La posizione degli industriali è quindi quella di accompagnarne lo sviluppo, senza sottovalutare il valore raggiunto dall’infrastruttura.
Scalo merci, Cortenuova tra le località più adatte
Un capitolo specifico riguarda il trasporto delle merci e l’assenza di un interporto ferroviario adeguato alle esigenze della provincia.
Il ridimensionamento delle attività cargo dell’aeroporto ha contribuito a riportare l’attenzione sulla necessità di soluzioni logistiche alternative.
Zanetti ricorda che i limiti fisici dello scalo hanno ostacolato il mantenimento di alcune attività legate alle merci.
In passato era stata considerata anche un’ipotesi di sviluppo nell’area di Montichiari, successivamente abbandonata.
Per Confindustria, un interporto ferroviario potrebbe rafforzare il collegamento delle imprese bergamasche con la rete nazionale del trasporto merci.
Il presidente valuta positivamente l’iniziativa della Provincia di riaprire il confronto sul tema.
Tra le possibili localizzazioni, Cortenuova viene indicata come una soluzione particolarmente interessante.
L’ipotesi riguarderebbe una struttura di dimensioni contenute, progettata per limitare l’impatto sul territorio.
Interporto, decisivi i collegamenti e il modello di gestione
La scelta della località non sarebbe sufficiente, da sola, a garantire il successo del progetto.
Zanetti sottolinea infatti che uno scalo merci deve essere collegato in modo efficace alle principali infrastrutture ferroviarie e stradali.
La qualità dei collegamenti sarà determinante per rendere l’interporto realmente utilizzabile dalle imprese.
Anche il modello di gestione richiederà attenzione.
Secondo il presidente di Confindustria, una struttura affidata a un unico operatore privato rischierebbe di non essere sostenibile.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare un’infrastruttura capace di rispondere alle necessità di più aziende, inserendosi nel sistema logistico nazionale.
Cortenuova viene quindi considerata una possibilità da approfondire, non una localizzazione già approvata definitivamente.
Collegamenti con Milano, resta il nodo del salto di montone
La visione infrastrutturale proposta da Zanetti comprende anche il miglioramento dei collegamenti ferroviari verso Milano.
Per le imprese bergamasche, poter contare su tempi di viaggio più competitivi rappresenterebbe un vantaggio per lavoratori, professionisti e attività economiche.
Il presidente richiama in particolare la necessità del cosiddetto salto di montone, un’opera ferroviaria ritenuta importante per migliorare la funzionalità dei collegamenti.
La richiesta si inserisce in una strategia più ampia che punta a rendere Bergamo maggiormente accessibile.
Ridurre i tempi degli spostamenti significa infatti facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e migliorare le relazioni economiche con gli altri territori.
Zanetti riconosce l’impegno degli attori istituzionali locali, ma insiste sulla necessità di trasformare la programmazione in risultati.
Confindustria Bergamo, la mobilità diventa una priorità economica
Il messaggio del presidente Matteo Zanetti collega direttamente le infrastrutture alla capacità competitiva del sistema produttivo.
Cantieri prolungati, traffico congestionato e collegamenti insufficienti non rappresentano soltanto disagi per i cittadini, ma anche costi per le aziende.
Le richieste di Confindustria riguardano tempi certi per il treno verso Orio, nuove strade nelle aree più congestionate, correttivi all’e-Brt e una programmazione coordinata delle opere.
A queste priorità si aggiungono il sostegno al Piano di sviluppo aeroportuale e la valutazione di un nuovo scalo merci nell’area di Cortenuova.
Per Zanetti, la provincia ha bisogno di una visione di lungo periodo che non perda di vista le difficoltà quotidiane di chi lavora e produce.
La competitività futura di Bergamo dipenderà anche dalla capacità di completare le infrastrutture già avviate e progettare collegamenti adeguati alle esigenze del territorio.
La richiesta degli industriali è chiara: accelerare la realizzazione delle opere e garantire maggiore affidabilità nei tempi.
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