Bergamo, il riscaldamento si accende il 22 ottobre 2026
Cambiano le date per l’accensione dei termosifoni a Bergamo. La stagione del riscaldamento 2026-2027 inizierà ufficialmente giovedì 22 ottobre e terminerà l’8 aprile 2027, secondo quanto stabilito da una nuova ordinanza firmata dal sindaco.
Il provvedimento modifica il calendario ordinario di funzionamento degli impianti termici, riducendolo complessivamente di 14 giorni rispetto al periodo normalmente previsto.
La decisione nasce dall’esigenza di limitare i consumi energetici e contenere le emissioni inquinanti, tenendo conto delle condizioni meteorologiche previste per la seconda metà di ottobre.
Non si tratta tuttavia di un divieto assoluto di accendere il riscaldamento prima del 22 ottobre. L’ordinanza mantiene infatti la possibilità di attivare gli impianti anticipatamente quando le temperature esterne rendono necessario riscaldare gli ambienti, purché vengano rispettate specifiche limitazioni.
Le nuove disposizioni interessano abitazioni private, condomini, uffici e numerose altre tipologie di edifici presenti sul territorio comunale.
Quante ore si possono tenere accesi i termosifoni?
Durante il periodo ordinario, compreso tra il 22 ottobre 2026 e l’8 aprile 2027, il riscaldamento potrà rimanere acceso per un massimo di 14 ore giornaliere.
Il funzionamento sarà consentito esclusivamente nella fascia oraria compresa tra le 5 del mattino e le 23.
Le ore disponibili potranno essere distribuite in più intervalli, senza l’obbligo di mantenere gli impianti accesi continuativamente.
Per esempio, un condominio potrà scegliere di concentrare il riscaldamento nelle prime ore della giornata e nella fascia serale, adattando la programmazione alle necessità dei residenti.
Prima del 22 ottobre e dopo l’8 aprile, invece, l’accensione sarà consentita per un massimo di 7 ore al giorno, sempre tra le 5 e le 23, qualora le condizioni climatiche lo richiedano.
Anche in questo caso il funzionamento potrà essere suddiviso in fasce orarie differenti.
Il Comune invita amministratori condominiali e responsabili degli impianti a valutare attentamente le temperature esterne e le esigenze degli occupanti prima di programmare l’accensione.
Temperatura massima in casa: il limite è di 19 gradi
L’ordinanza conferma anche le disposizioni relative alla temperatura interna degli edifici.
Nelle abitazioni, negli uffici e nella maggior parte degli immobili il limite è fissato a 19°C, con una tolleranza di 2°C.
Questo significa che la normativa ammette uno scostamento fino a 21°C rispetto al valore di riferimento, senza che la tolleranza debba essere interpretata come un invito a mantenere stabilmente temperature più elevate.
Per gli edifici destinati ad attività industriali, artigianali e assimilabili, il valore previsto è invece di 17°C, sempre con una tolleranza di 2°C.
Restano valide le eventuali eccezioni stabilite dalla normativa nazionale per specifiche attività o esigenze tecniche.
La regolazione della temperatura rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre il consumo di combustibili utilizzati dagli impianti termici.
Il rispetto dei limiti contribuisce inoltre a contenere le emissioni prodotte dal riscaldamento, particolarmente rilevanti durante i mesi più freddi.
Perché il Comune ha deciso di rinviare l’accensione
La scelta dell’amministrazione comunale tiene conto sia delle previsioni meteorologiche sia delle indicazioni regionali in materia di qualità dell’aria.
Secondo il bollettino diffuso da Arpa Lombardia l’8 ottobre 2026, nella città di Bergamo sono previste temperature medie giornaliere intorno ai 15°C tra il 15 e il 17 ottobre, con valori vicini ai 14°C nelle giornate del 18 e 19 ottobre.
Si tratta di condizioni considerate compatibili con un posticipo dell’avvio ordinario degli impianti, mantenendo comunque la possibilità di intervenire in presenza di particolari necessità.
L’obiettivo è ridurre le emissioni di ossidi di azoto e polveri sottili, sostanze che possono accumularsi nell’atmosfera soprattutto quando le condizioni meteorologiche limitano la dispersione degli inquinanti.
Il riscaldamento degli edifici rappresenta infatti una delle fonti di emissioni sulle quali le amministrazioni possono intervenire attraverso misure di contenimento dei consumi.
Il provvedimento si inserisce anche nelle strategie ambientali promosse da Regione Lombardia, che invita i Comuni a valutare la riduzione dei periodi di funzionamento degli impianti alimentati da combustibili fossili.
Ospedali, asili e altre strutture: chi può usufruire delle deroghe
Non tutti gli edifici saranno soggetti alle medesime limitazioni.
La normativa nazionale prevede infatti specifiche deroghe per le strutture nelle quali il mantenimento di condizioni termiche adeguate risponde a esigenze sanitarie, assistenziali o funzionali.
Tra gli immobili esclusi dalle limitazioni relative al periodo di accensione e alla durata giornaliera figurano:
- Ospedali, cliniche e case di cura.
- Asili nido e scuole dell’infanzia.
- Piscine e saune.
- Determinate strutture industriali e artigianali con particolari necessità produttive o tecnologiche.
Per alcune categorie di impianti sono previste eccezioni che riguardano soltanto il numero massimo di ore di funzionamento.
Rimangono inoltre applicabili le disposizioni regionali specifiche, comprese quelle relative agli impianti alimentati a biomassa.
Le deroghe consentono di salvaguardare le attività per le quali la continuità del riscaldamento risulta necessaria, senza estendere automaticamente le esenzioni a tutti gli edifici.
Negozi, bar e ristoranti: porte chiuse con il riscaldamento acceso
L’ordinanza introduce o conferma anche obblighi relativi alla gestione degli ambienti climatizzati aperti al pubblico.
Negozi, bar, ristoranti, attività artigianali e altri esercizi dovranno mantenere chiuse le porte di accesso verso l’esterno durante il funzionamento del riscaldamento invernale o del raffrescamento estivo.
La disposizione si applica anche ai locali dotati di dispositivi a lama d’aria, utilizzati per limitare gli scambi termici tra interno ed esterno.
L’obiettivo è evitare dispersioni energetiche causate dal mantenimento delle porte costantemente aperte.
Sono comunque consentite aperture temporanee per il passaggio dei clienti, le operazioni necessarie allo svolgimento dell’attività e le situazioni legate alla sicurezza.
Restano inoltre possibili le aperture richieste da esigenze di emergenza, accessibilità, salute e ventilazione.
Per gli esercizi dotati di dehors, le porte potranno essere aperte per il tempo strettamente necessario al transito del personale di servizio.
La presenza di uno spazio esterno non comporta quindi un’esenzione generale dall’obbligo di mantenere chiusi gli accessi.
Insegne luminose, nuovi orari per lo spegnimento
Il provvedimento richiama anche le regole regionali relative alle insegne luminose non indispensabili durante le ore notturne.
Le disposizioni prevedono orari differenti in base al periodo dell’anno.
Durante l’ora legale lo spegnimento dovrà avvenire entro le 23, mentre con l’ora solare il limite sarà anticipato alle 22.
La misura punta a contenere i consumi elettrici e a ridurre gli sprechi energetici, intervenendo anche sull’illuminazione delle attività commerciali.
Le limitazioni riguardano le insegne non essenziali, nel rispetto delle eccezioni eventualmente previste dalle disposizioni applicabili.
Bergamo punta alla neutralità climatica entro il 2030
La riduzione del periodo di funzionamento degli impianti termici rientra in un percorso più ampio di politiche ambientali adottate dal Comune.
Bergamo ha assunto l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2030, attraverso gli impegni contenuti nel Climate City Contract.
Il programma comprende interventi destinati a ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza energetica, coinvolgendo diversi settori della vita urbana.
Il contenimento dei consumi per il riscaldamento rappresenta una delle azioni attraverso le quali l’amministrazione intende contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.
La decisione di posticipare l’accensione ordinaria dei termosifoni si collega quindi alla volontà di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili, soprattutto nei periodi in cui le temperature consentono di limitare il ricorso agli impianti.
Controlli e sanzioni per chi non rispetta le regole
Il rispetto delle disposizioni sarà verificato dalla Polizia Locale e dagli altri organismi competenti.
I controlli potranno riguardare il calendario di funzionamento degli impianti, il numero di ore giornaliere e i limiti di temperatura previsti per le diverse categorie di edifici.
In caso di violazione saranno applicabili le sanzioni stabilite dalla normativa statale e regionale.
Per evitare irregolarità, il Comune raccomanda ai responsabili degli impianti centralizzati di programmare correttamente gli orari e di verificare le impostazioni dei sistemi di regolazione.
La data da ricordare per Bergamo è dunque giovedì 22 ottobre 2026, quando prenderà il via la stagione ordinaria del riscaldamento, destinata a concludersi l’8 aprile 2027.
Fino ad allora, l’accensione anticipata resterà possibile soltanto in presenza di esigenze climatiche e nel rispetto del limite di sette ore quotidiane, mentre durante il periodo ordinario saranno consentite fino a quattordici ore di funzionamento al giorno.
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