Il cibo come risposta a un bisogno, ma anche come occasione di incontro, accoglienza e vicinanza. È questo il significato affidato alla nuova “Grande Cucina per Bergamo” del Patronato San Vincenzo, inaugurata sabato 17 ottobre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà.
La nuova struttura mette a disposizione del Patronato San Vincenzo e della Fondazione don Fausto Resmini una superficie complessiva di circa 600 metri quadrati, distribuita su due livelli. Un progetto nato con l’obiettivo di rafforzare concretamente le attività di sostegno rivolte alle persone che attraversano situazioni di difficoltà.
Una cucina da oltre mille pasti
La nuova struttura è organizzata in modo da destinare 300 metri quadrati alla preparazione dei pasti e altrettanti alle celle frigorifere e ai magazzini.
La capacità prevista è di oltre mille pasti per singolo servizio al giorno.
La cucina diventerà progressivamente il punto di riferimento per la produzione destinata a tre diverse sedi.
Dal 1° novembre il servizio riguarderà la Casa Centrale e la mensa della Stazione Autolinee. A partire da gennaio 2027, invece, la produzione sarà estesa anche alla sede del Patronato di Sorisole, dove saranno garantiti pasti caldi.
Un’organizzazione che permetterà quindi di concentrare la preparazione dei pasti e ampliare la capacità di risposta del Patronato.
“La carità è fatta di gesti”
Durante l’inaugurazione, don Davide Rota, superiore dei Preti del Patronato San Vincenzo, ha sottolineato il significato che la cucina assume all’interno delle attività dell’ente.
“Al Patronato il pasto non è mai soltanto una risposta a un bisogno materiale, ma anche un’occasione di incontro e di vicinanza”, ha spiegato.
La nuova struttura rappresenta quindi uno strumento concreto per rendere quotidiano l’impegno nei confronti delle persone più fragili.
“La carità non è fatta soltanto di parole, ma di gesti, di presenza e di attenzione verso chi attraversa un momento di difficoltà”, ha concluso don Davide Rota.
La benedizione di monsignor Pelucchi
La cerimonia si è svolta alla presenza delle principali autorità locali e si è conclusa con la benedizione della cucina e dei presenti impartita da monsignor Davide Pelucchi, vicario generale della Diocesi di Bergamo.
Il gesto è stato accompagnato da una riflessione sul significato del cibo e delle persone che ruotano intorno alla cucina.
“Non benediciamo i piatti, i bicchieri, le posate o il cestino del pane, ma le persone che lavorano in cucina, le persone che accolgono gli ospiti, le persone che si siedono a tavola, le persone che puliscono la sala dopo il pranzo”, ha spiegato monsignor Pelucchi.
La benedizione è stata quindi rivolta alle persone e alle relazioni che si sviluppano attorno al momento del pasto, indipendentemente dalla cultura o dalla religione di chi partecipa.
Una raccolta fondi da 400 mila euro
La realizzazione della Grande Cucina era stata annunciata nel dicembre 2025, in occasione dell’inaugurazione della Casa Centrale.
Il Patronato aveva avviato una raccolta fondi con un obiettivo iniziale di 300 mila euro. La risposta della comunità bergamasca ha però permesso di superare ampiamente quella cifra, arrivando a circa 400 mila euro.
Per Massimo Cincera, presidente dell’Opera Diocesana Patronato San Vincenzo, e Luigi Zucchinali, presidente della Fondazione don Fausto Resmini, si tratta di un’ulteriore dimostrazione della capacità della comunità locale di riconoscersi in un progetto concreto di solidarietà.
Alla raccolta hanno contribuito, tra gli altri, Montello Spa, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Rulmeca Spa, Compagnia delle Opere di Bergamo, Fondazione MIA e Mei Srl, insieme a numerose aziende e cittadini.
Una parte delle risorse è stata raccolta anche attraverso la Fondazione della Comunità Bergamasca, utilizzando la piattaforma “For Funding” di Intesa Sanpaolo.
Il contributo del Gruppo Da Vittorio
Alla realizzazione del progetto ha partecipato anche la famiglia Cerea, attraverso il Gruppo Da Vittorio e la società Vicook.
Il contributo ha riguardato le competenze professionali e organizzative necessarie alla progettazione e all’organizzazione degli spazi.
La collaborazione proseguirà anche nella gestione della cucina, con il coinvolgimento di Ugo Invernizzi, cuoco originario di Sant’Omobono Terme, che si occuperà della preparazione dei pasti, della gestione della struttura e del coordinamento di una rete composta da circa 200 volontari.
Anche Pentole Agnelli ha contribuito al progetto attraverso una donazione di pentole, padelle e strumenti professionali destinati alla nuova cucina.
Una rete costruita dalla comunità
La Grande Cucina nasce quindi dal contributo di una rete composta da enti, imprese, professionisti, volontari e privati cittadini.
Un insieme di sostegni che, come ha evidenziato don Davide Rota, racconta un impegno spesso “silenzioso” da parte dei bergamaschi verso chi vive situazioni di difficoltà.
La nuova struttura permetterà ora di rendere questo impegno ancora più concreto, aumentando la capacità di preparazione dei pasti e mettendo in collegamento tre diverse sedi del Patronato.
L’inaugurazione della Grande Cucina rappresenta così un nuovo tassello delle attività del Patronato San Vincenzo e della Fondazione don Fausto Resmini, con il pasto inteso non soltanto come risposta a una necessità, ma come momento di accoglienza e relazione.
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