Bergamo e Treviglio, 30 minorenni identificati dopo le proteste

Controlli delle forze dell'ordine durante le manifestazioni studentesche. Due quindicenni denunciati a Treviglio, tensioni nel centro di Bergamo e nuovi sviluppi giudiziari per gli arresti precedenti

Trenta minorenni identificati, due quindicenni denunciati e momenti di tensione tra Bergamo e Treviglio. È il bilancio dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine durante una nuova giornata di mobilitazione studentesca che ha coinvolto centinaia di giovani in diverse zone della provincia.

Le manifestazioni, nate senza un coordinamento strutturato, hanno richiesto un dispositivo di sicurezza predisposto già dalle prime ore del mattino. Gli interventi sono stati coordinati dalla Prefettura nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale.

La situazione più delicata si è registrata nel centro di Bergamo, dove alcuni gruppi hanno lanciato oggetti e sono stati successivamente fermati per i controlli. A Treviglio, invece, sono stati segnalati il furto di merce in un supermercato e il danneggiamento del vetro posteriore di un’automobile.

Nel pomeriggio, a Porta Nuova, si è svolto anche un presidio durante il quale alcuni partecipanti hanno contestato le modalità degli interventi delle forze dell’ordine.

Bergamo, 28 giovani identificati tra polizia e carabinieri

Nel capoluogo bergamasco le operazioni di controllo sono iniziate prima dell’apertura delle scuole.

Le forze dell’ordine hanno concentrato inizialmente la propria presenza nell’area delle stazioni, considerata uno dei possibili punti di ritrovo degli studenti.

L’obiettivo era prevenire nuovi disordini, anche alla luce delle tensioni registrate nei giorni precedenti e di episodi analoghi avvenuti a Milano.

Durante i controlli, alcuni giovani sono stati trovati in possesso di passamontagna e maschere utilizzabili per nascondere il volto.

Successivamente, diversi gruppi di manifestanti si sono spostati nelle strade del centro cittadino, senza seguire un percorso unitario.

La mancanza di un’organizzazione riconoscibile ha reso più complessa la gestione degli spostamenti.

Complessivamente, a Bergamo sono stati identificati 28 minorenni: 23 dalla polizia di Stato e cinque dai carabinieri.

I 23 giovani controllati dalla polizia sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti, mentre gli altri cinque sono stati fermati e identificati dai militari dell’Arma.

Tra le persone controllate figuravano anche ragazzi che avevano partecipato alla precedente manifestazione di sabato.

Tensioni nel centro di Bergamo, chiuso temporaneamente viale Papa Giovanni

Nel corso della mattinata, la situazione è diventata più difficile da gestire quando alcuni gruppi di studenti hanno iniziato a muoversi tra le vie del centro.

Secondo quanto ricostruito, durante gli spostamenti sono stati lanciati bottiglie, petardi, cestini e sacchi dell’immondizia.

Le forze dell’ordine hanno quindi rafforzato il dispositivo di contenimento per impedire ulteriori episodi di disordine.

La polizia locale ha disposto la chiusura temporanea al traffico di un tratto di viale Papa Giovanni XXIII, compreso tra via Paleocapa e Porta Nuova.

Il provvedimento è durato alcuni minuti ed è stato adottato per consentire lo svolgimento delle operazioni di sicurezza.

I manifestanti si sono successivamente diretti verso via San Francesco.

Tra via Pascoli e via Gallicciolli, gli agenti hanno bloccato alcuni gruppi di giovani, procedendo agli accertamenti e alle identificazioni.

L’intervento ha interessato soprattutto studenti minorenni, alcuni dei quali già presenti alle iniziative dei giorni precedenti.

Treviglio, circa mille studenti coinvolti nella protesta

La mobilitazione ha interessato anche Treviglio, dove si è registrata un’ampia partecipazione di studenti.

Secondo le ricostruzioni, circa mille ragazzi, molti dei quali di 14 e 15 anni, si sono ritrovati nella zona della stazione e degli istituti scolastici.

Tra i partecipanti figuravano giovani provenienti anche da Romano di Lombardia e dall’area milanese.

Il raduno si è sviluppato nelle prime ore del mattino, prima dell’inizio delle lezioni.

Nell’area antistante l’istituto Oberdan sono stati accesi fumogeni e fatti esplodere petardi. Alcuni cancelli sono stati inoltre chiusi con lucchetti.

La manifestazione si è poi trasformata in un corteo spontaneo, caratterizzato da un’organizzazione limitata.

Non erano presenti strutture di coordinamento evidenti e i cartelli esposti erano pochi, spesso realizzati direttamente dagli studenti con materiali di fortuna.

La partecipazione è stata favorita anche dalla circolazione di messaggi sui social network.

La mobilitazione attraverso Instagram e le assenze nelle scuole

La protesta di Treviglio si è diffusa anche attraverso una pagina Instagram, utilizzata per coinvolgere studenti di diversi istituti.

Tra le scuole interessate figurano l’Archimede e il Simone Weil.

La dirigente scolastica Chiara Pardi ha riferito che le notizie sulla mobilitazione avevano iniziato a circolare già il giorno precedente.

La situazione aveva provocato preoccupazione in alcune famiglie, che avevano deciso di non mandare i figli a scuola.

Le assenze sono state particolarmente numerose nelle classi prime e seconde, secondo quanto raccontato dalla dirigente.

Gli istituti hanno quindi diffuso comunicazioni per rassicurare i genitori e chiarire che le attività didattiche si sarebbero svolte regolarmente.

Pardi ha inoltre osservato che manifestazioni di questo tipo possono rappresentare, per alcuni ragazzi, anche occasioni di aggregazione.

La mobilitazione ha quindi coinvolto una fascia d’età molto giovane, con conseguenze sia sulla frequenza scolastica sia sull’organizzazione della sicurezza nelle aree interessate.

Furto alla Coop e auto danneggiata: due quindicenni denunciati

Gli episodi più rilevanti sul piano giudiziario, durante la manifestazione di Treviglio, si sono verificati nella zona commerciale di largo Lamarmora.

Un gruppo di circa quindici giovani ha raggiunto il supermercato Coop, entrando rapidamente nell’esercizio commerciale.

Alcuni avevano il cappuccio sollevato sul volto.

L’intervento immediato degli agenti ha consentito di contenere la situazione.

All’uscita del supermercato, un quindicenne è stato fermato perché trovato con uno zaino contenente merce che, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, era stata appena sottratta.

Poco distante, un altro ragazzo della stessa età è stato fermato dopo essere stato visto mentre danneggiava con un sasso il lunotto posteriore di un’automobile.

Entrambi i quindicenni sono stati accompagnati in commissariato e denunciati.

Le denunce riguardano i fatti contestati ai singoli giovani e non l’insieme dei partecipanti alla manifestazione.

Dopo questi episodi, il percorso del corteo è stato modificato.

Nel frattempo sono arrivati ulteriori rinforzi delle forze dell’ordine da Bergamo.

Gli studenti hanno continuato a manifestare nel corso della mattinata, mentre gli agenti hanno mantenuto il corteo distante dalle stazioni e dalle principali attività commerciali.

Presidio a Porta Nuova, contestati gli interventi della polizia

La giornata di mobilitazione è proseguita nel pomeriggio con un presidio a Porta Nuova, nel centro di Bergamo.

Durante l’iniziativa sono comparsi cartelli e striscioni di protesta contro le modalità di intervento delle forze dell’ordine.

Uno degli striscioni contestava quello che i manifestanti definivano uno stato di polizia e presunti abusi di potere.

Una madre ha inoltre esposto un cartello per chiedere tutela nei confronti dei figli minorenni.

Le contestazioni si sono inserite nel clima di tensione seguito ai controlli e agli accompagnamenti in Questura effettuati durante la mattinata.

Le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno operato nell’ambito del dispositivo di sicurezza coordinato dalla Prefettura.

La giornata ha quindi visto due aspetti distinti: le manifestazioni studentesche e gli interventi per prevenire o contrastare specifici episodi di disordine.

L’identificazione di un giovane, di per sé, non equivale a una denuncia o all’accertamento di una responsabilità penale.

Gli arresti della precedente manifestazione: due persone davanti al gip

Parallelamente agli avvenimenti nelle strade, prosegue anche l’iter giudiziario relativo alla precedente manifestazione di sabato.

Due persone arrestate durante gli scontri sono attese davanti al giudice per le indagini preliminari Riccardo Moreschi, dopo tre giorni di detenzione.

Il pubblico ministero Giancarlo Mancusi ha chiesto il mantenimento della custodia cautelare in carcere per entrambi.

Le posizioni riguardano episodi distinti, avvenuti durante le tensioni che avevano interessato il centro di Bergamo.

Le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

Le accuse contestate ai due arrestati

Il primo indagato è Ali Adnan, 35 anni, cittadino pakistano, assistito dall’avvocata Elisabetta Mauri.

Le contestazioni comprendono resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni, oltraggio e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Secondo l’ipotesi accusatoria, durante gli scontri a Porta Nuova l’uomo avrebbe brandito una spranga lunga circa 2,20 metri, cercando di colpire una funzionaria di polizia che gli intimava di fermarsi.

Un agente della Digos sarebbe successivamente riuscito a disarmarlo.

All’indagato vengono inoltre attribuite espressioni offensive rivolte agli operatori e il rifiuto di identificarsi.

Il secondo arrestato è Mouhamadou Fadel Gaye, 19 anni, cittadino italiano residente a Filago e nato in Senegal, difeso dall’avvocato Alfio Bonomo.

Nei suoi confronti vengono contestate resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Secondo gli investigatori, avrebbe incoraggiato altri manifestanti a opporsi agli agenti durante gli episodi di tensione in piazza della Libertà, dove erano stati lanciati sassi e bottiglie.

L’accusa sostiene inoltre che il giovane, con il volto coperto da un passamontagna, avrebbe spintonato alcuni poliziotti e rifiutato di fornire le proprie generalità.

Per entrambi gli indagati, le ricostruzioni riportate costituiscono ipotesi accusatorie e non responsabilità definitivamente accertate.

Il giudice dovrà esaminare gli elementi presentati e pronunciarsi sulle richieste cautelari.

Bergamo e Treviglio, resta alta l’attenzione sulla sicurezza

La giornata ha confermato l’ampiezza della mobilitazione studentesca e la necessità di distinguere la partecipazione alle manifestazioni dagli episodi che hanno richiesto interventi di polizia.

Il dato complessivo è di trenta minorenni identificati tra Bergamo e Treviglio, mentre due quindicenni sono stati denunciati per gli episodi avvenuti nella zona commerciale trevigliese.

Le attività preventive predisposte dalla Prefettura hanno coinvolto più corpi delle forze dell’ordine e hanno interessato soprattutto stazioni, aree commerciali e vie centrali.

Nel frattempo, il presidio pomeridiano ha mostrato come gli interventi di sicurezza siano diventati a loro volta oggetto di contestazione da parte di alcuni manifestanti e familiari.

L’attenzione rimane concentrata sia sulla gestione delle eventuali nuove proteste sia sugli sviluppi giudiziari dei fatti precedenti, mentre scuole e famiglie continuano a confrontarsi con le conseguenze delle mobilitazioni.

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