L’Italia si sta distinguendo ancora una volta come pioniere nella sfera del cibo sostenibile e della biodiversità. La recente firma del “Manifesto Slow Mays” a Gandino ne è una prova tangibile, consolidando un impegno iniziato quasi un decennio fa.
Un passo avanti nel Salone della Valle di Gandino
L’8 ottobre, in un luogo simbolicamente carico di storia, il Salone della Valle di Gandino, è stata presentata la carta d’intenti conosciuta come “Manifesto Slow Mays”. Questo importante evento ha avuto luogo nel cuore della comunità legata al Mais Spinato di Gandino, in una sala che, come ha sottolineato il sindaco Filippo Servalli, “racconta la nostra storia e non poteva non essere teatro di questo storico evento”.
Ricordando le origini
È interessante notare che Antonio Rottigni, presidente della Comunità del Mais Spinato di Gandino e coordinatore dell’evento, ha richiamato alla memoria un momento cruciale: “In questo stesso luogo, il 19 ottobre 2013, è nata ufficialmente la Rete Internazionale dei Mais Antichi con la partecipazione di rappresentanze messicane e boliviane in vista dell’Expo 2015”.
Principi cardine del Manifesto Slow Mays
Il documento, come ha enfatizzato la vicepresidente di Slow Food, Roberta Billitteri, poggia su fondamenti inderogabili. Si tratta di garantire la tutela attiva della biodiversità, garantire a tutti l’accesso a un cibo “buono, pulito e giusto”, e promuovere la condivisione di risorse, progetti e buone pratiche per proteggere il mais ad impollinazione libera. L’obiettivo principale? Mettere al centro la “cultura e coltura” del mais, valorizzando conoscenza, tecniche e tradizioni locali. Questa iniziativa collettiva mira a sviluppare strategie condivise e scambi di competenze per proteggere e migliorare il mais autoctono, creando nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali.
Un confluenza di esperti
Molti erano i volti noti e i rappresentanti di associazioni locali presenti all’evento. Tra loro, figure di spicco come Claudio Rambelli di Slow Food Lombardia e Giuseppe Cinardo della Condotta Slow Food Valli Orobiche. L’evento ha anche visto la partecipazione di rappresentanti da diverse regioni italiane, evidenziando l’importanza nazionale dell’iniziativa.
Conclusione e nuovi inizi
La mattinata si è conclusa con una nota di ottimismo e speranza: la firma ufficiale del Manifesto da parte di tutti i presenti. Come ha ricordato Rottigni, “è il punto di arrivo di un percorso, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo”.
Con iniziative come il “Manifesto Slow Mays”, l’Italia continua a dimostrare il suo impegno nella creazione di un futuro sostenibile e responsabile.


