Proseguono le indagini sulla morte di Valentina Sarto, la 41enne uccisa a Bergamo, mentre la Procura ha deciso di contestare al marito Vincenzo Dongellini il reato specifico di femminicidio. Un’accusa che va oltre l’omicidio volontario e che prevede la pena dell’ergastolo, configurandosi nei casi in cui una donna viene uccisa per odio o per limitarne la libertà personale.
Nella giornata del 20 marzo è stata disposta l’autopsia sul corpo della vittima. L’esame medico-legale rappresenta un passaggio cruciale per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione, a partire dal numero e dalla natura delle ferite inferte. Dai primi rilievi esterni emergerebbero almeno sei coltellate, localizzate tra il collo, il torace e un fianco.
Un elemento rilevante riguarda l’assenza di segni evidenti di difesa. Questo dettaglio potrebbe indicare che la donna sia stata colpita senza possibilità di reagire, oppure che l’aggressione sia avvenuta in modo improvviso. Il corpo è stato trovato a terra, tra il letto e l’armadio, in un ambiente in cui sono state rilevate numerose tracce di sangue.
All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti tre coltelli, due sul letto e uno sul pavimento. La presenza di più armi e la disposizione delle tracce ematiche saranno elementi fondamentali per la ricostruzione dei fatti, su cui stanno lavorando gli investigatori.
Nel frattempo, Dongellini è stato trasferito in carcere dopo essere stato dimesso dall’ospedale Papa Giovanni, dove era ricoverato sotto sorveglianza. L’uomo aveva ingerito candeggina dopo l’omicidio, rendendo necessario il ricovero. Durante il primo contatto con i magistrati non è stato in grado di rispondere alle domande, mentre resta da fissare l’interrogatorio di convalida davanti al giudice.
Le indagini si stanno concentrando anche sul contesto relazionale della vittima. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando messaggi che potrebbero delineare una situazione di tensione e minacce, già presente prima del delitto. Tra questi, alcuni sms in cui la donna avrebbe riferito di comportamenti intimidatori da parte del marito.
Ulteriori elementi emergono dalle dichiarazioni di persone vicine a Valentina Sarto. Amici e conoscenti avrebbero percepito segnali di disagio e controllo, mentre alcune testimonianze parlano di episodi di aggressività e minacce. Aspetti che saranno valutati attentamente per definire il quadro complessivo.
Anche le condizioni dell’indagato al momento del ritrovamento sono oggetto di approfondimento. Dongellini presentava ferite alle braccia, la cui origine dovrà essere chiarita, per stabilire se siano state auto inferte o conseguenza di una possibile colluttazione.
La qualificazione giuridica del reato rappresenta un punto centrale dell’inchiesta. Per configurare il femminicidio sarà necessario dimostrare il movente legato a dinamiche di controllo, possesso o sopraffazione, elementi che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire attraverso prove e testimonianze.
L’esito dell’autopsia e gli sviluppi investigativi dei prossimi giorni saranno determinanti. Il caso di Valentina Sarto si inserisce in un contesto più ampio di attenzione crescente verso la violenza di genere, con un’indagine che punta a fare piena luce su ogni dettaglio della vicenda.
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