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Mistero e giustizia a Romano di Lombardia: Il caso della rapina risolto dopo dodici anni

Angelo Moretti, 72 anni, con un passato criminale significativo, affronta nuovamente la legge dopo il ritrovamento del suo DNA su un cappello abbandonato sul luogo del crimine.

Nel 2011, una rapina in un distributore di carburante di Romano di Lombardia aveva scosso la tranquillità del paese. Oggi, dopo dodici anni, si apre un nuovo capitolo giudiziario per il presunto colpevole, Angelo Moretti, un 72enne con un passato da criminale. Il suo DNA,  è stato rinvenuto su un cappello lasciato sul luogo della rapina dal colpevole.

Quel giorno, le titolari della stazione di servizio, le sorelle Maria e Roberta, si trovavano nel negozio quando un uomo incappucciato irruppe, minacciandole con una pistola per ottenere il denaro. Mentre l’uomo si dava alla fuga, Maria riuscì a strappargli di dosso cappello e parte del passamontagna. L’aggressore, descritto come un individuo di statura importante, sui sessant’anni e con folta chioma, era già noto a Roberta per un precedente episodio di aggressione avvenuto una settimana prima.

Il cappello, recuperato dai militari e analizzato dai carabinieri del Ris di Parma, ha permesso di estrarre un profilo genetico che, dopo anni senza riscontri, ha infine trovato una corrispondenza nel database. Al momento della rapina, Moretti era evaso dagli arresti domiciliari.

La difesa dell’imputato solleva però dubbi sulla sua identificazione: Moretti, alto circa 1.70, non era stato riconosciuto dalle vittime in un precedente confronto fotografico. La prossima udienza è prevista per il 5 marzo, un’occasione in cui si cercherà di fare ulteriore chiarezza su questa intricata vicenda giudiziaria.

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