L’Ascom Confcommercio Bergamo ha proposto due misure cruciali per sostenere le attività commerciali, in particolare nei settori dell’abbigliamento, delle calzature e degli alimentari. La prima misura suggerisce l’introduzione di un credito di imposta sulle locazioni dei negozi, in risposta all’aumento dei canoni di locazione. La seconda proposta riguarda il ritorno alla cedolare secca per gli esercizi commerciali, una mossa strategica per contrastare il rischio di spopolamento commerciale nelle zone periferiche e nei principali centri urbani.
Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo, ha evidenziato un incremento significativo dell’indice ISTAT, che ha raggiunto il 16,9% nel periodo tra il 2020 e ottobre 2023. Questo aumento ha messo sotto pressione le categorie più vulnerabili, portando Ascom a richiedere misure fiscali di sostegno e la riattivazione della cedolare secca per i locali commerciali.
Parallelamente, Oscar Caironi, presidente della sezione bergamasca della Federazione mediatori e agenti d’affari, ha messo in luce la necessità di un approccio integrato che includa la rigenerazione urbana.
Uno studio condotto da Format research per Ascom ha rivelato che oltre il 60% delle imprese nel settore terziario, comprese quelle di commercio, turismo e servizi, affronta sfide significative relative agli affitti. Circa il 59% ha subito aumenti dei canoni, e meno della metà ha segnalato difficoltà nel rispettare le scadenze di pagamento.
Le proposte avanzate da Ascom Confcommercio Bergamo e Fimaa Bergamo mirano a una risposta collettiva che coinvolga vari livelli di governance. Il piano nazionale dovrebbe affrontare la legge del 1978 e la questione della rigenerazione urbana, mentre a livello locale, le prossime elezioni comunali potrebbero fungere da piattaforma per discutere e trovare soluzioni a questi temi cruciali.
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