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Inquinamento e problemi respiratori: “C’è correlazione a Bergamo”

Mentre si spera in un meteo più sfavorevole alla concentrazione di polveri sottili, dagli esperti del settore si tiene alta la guardia contro le malattie respiratorie

smog

Bergamo sta vivendo un periodo di alta concentrazione di inquinanti atmosferici, con particolare riferimento alle polveri sottili PM10 e PM2,5. La situazione attuale è allarmante per la salute pubblica, soprattutto per chi già soffre di patologie respiratorie e per i gruppi vulnerabili come bambini e anziani.

Lo pneumologo Fabiano Di Marco, direttore della Pneumologia dell’ospedale «Papa Giovanni» e professore associato di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano, sottolinea la diretta correlazione tra l’aria inquinata e l’aumento di patologie respiratorie quali asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Con due settimane consecutive oltre i limiti del PM10, Bergamo si trova ad affrontare un problema di sanità pubblica di ampia portata.

Oltre agli effetti immediati, quali la riacutizzazione di patologie croniche e l’aumento delle infezioni delle vie aeree, l’inquinamento atmosferico è associato a lungo termine anche a malattie cardiocircolatorie e neoplasie. La situazione attuale di Bergamo si inserisce in un contesto meteorologico particolarmente sfavorevole, caratterizzato da alta pressione e poco vento, che ha aggravato ulteriormente la qualità dell’aria già compromessa della Pianura Padana.

Di Marco mette in luce il dato preoccupante relativo alla persistente circolazione di virus respiratori, quali l’influenza di tipo A, il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e, in misura minore, il Covid. L’aggravamento delle condizioni atmosferiche sta contribuendo a prolungare e intensificare i sintomi respiratori nei pazienti colpiti da queste infezioni.

Per mitigare gli effetti dello smog, Di Marco raccomanda di “rispettare i divieti e le restrizioni su traffico e riscaldamento” e suggerisce ai pazienti con patologie respiratorie di seguire scrupolosamente le prescrizioni terapeutiche, portare sempre con sé la terapia d’emergenza e seguire le norme vaccinali. Suggerisce anche l’uso meticoloso di filtri antiparticolato in casa e l’esposizione limitata al fumo.

In merito all’uso delle mascherine FFP2 come protezione dalle polveri sottili, Di Marco chiarisce che “i modelli più comuni non offrono una protezione efficace contro i particolati, pur rimanendo importanti nella lotta contro i virus respiratori”.

La Bergamasca, quindi, si trova in una fase critica e i suoi abitanti sono invitati a prendere misure proattive per proteggere la propria salute respiratoria, in attesa di condizioni meteorologiche favorevoli che possano contribuire a disperdere gli inquinanti e migliorare la qualità dell’aria.

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