Il personale amministrativo del Tribunale e della Procura di Bergamo ha deciso di proseguire la propria protesta, proclamando uno sciopero di due ore per martedì 9 luglio. Dalle 10 alle 12 il presidio davanti al Tribunale di Bergamo. La mobilitazione segue quella dell’8 maggio, quando i lavoratori avevano organizzato un presidio in via Tasso, di fronte alla Prefettura, e una delegazione era stata ricevuta dal viceprefetto Marisa Amabile.
Le motivazioni della protesta
La protesta ha origine da una serie di problematiche che persistono dal 30 gennaio scorso, quando è stato dichiarato lo stato di agitazione. Tra i motivi principali vi è la modifica unilaterale dell’accordo sull’orario di lavoro, considerato lungimirante e innovativo in termini di flessibilità, ma anche altre criticità come stipendi non adeguati al caro vita, salari accessori pagati con ritardi, buoni pasto fermi da vent’anni e non accettati dagli esercizi commerciali, problemi di sicurezza negli uffici, riqualificazioni mancate, formazione insufficiente, mansioni elettorali complesse retribuite con anni di ritardo, udienze oltre l’orario di lavoro e un Fondo Unico di Amministrazione irrisorio.
La trattativa del personale amministrativo
La situazione ha avuto una svolta negativa nel corso del 2017, quando la dirigenza ha deciso di modificare unilateralmente l’accordo sull’orario di lavoro. Questo accordo prevedeva, tra le altre misure, l’autorizzazione a cumulare fino a nove ore di eccedenza oraria al mese, utilizzabili entro il mese successivo. Tuttavia, dopo una serie di interpretazioni contraddittorie, la dirigenza ha ridotto questa possibilità a quattro ore, con un limite giornaliero di 29 minuti. Tale decisione ha scatenato la proclamazione dello stato di agitazione, considerato l’impegno dimostrato dai dipendenti nonostante la carenza di organico e le difficoltà dovute alla pandemia.
Durante un incontro in Prefettura il 22 marzo, al quale aveva partecipato anche un esponente del Ministero della Giustizia, i sindacalisti avevano chiesto la sospensione della modifica unilaterale dell’accordo fino alla risposta a un interpello presentato a Roma. Tuttavia, nonostante le promesse, non sono giunte risposte e la dirigenza ha mantenuto la sua posizione senza fare concessioni.
Le dichiarazioni dei sindacati
I rappresentanti sindacali Leopoldo Chiummo (Fp-Cgil), Fabio D’Aniello (Cisl Fp), Francesca Mezzanotte (Flp), Antonello Solimeno (Usb Pubblico Impiego), Antonella Belmonte (Confintesa Fp) e le Rsu del Tribunale e della Procura di Bergamo hanno espresso il loro disappunto per la mancanza di comunicazioni riguardo alla legittimità dell’accordo sull’orario di lavoro, modificato unilateralmente dal Dirigente Amministrativo. Hanno sottolineato come la modifica dell’orario abbia ridotto drasticamente le ore di eccedenza oraria, creando disagi significativi ai lavoratori.
La protesta
La decisione di scioperare il 9 luglio è stata presa per far sentire la voce dei lavoratori, che chiedono il ripristino delle condizioni precedenti e il rispetto delle regole di contrattazione. I sindacati hanno ribadito che, nonostante la loro disponibilità a trovare soluzioni condivise, la totale chiusura della dirigenza ha reso inevitabile la continuazione della protesta.