Martedì mattina, l’uomo accusato dell’omicidio di Mykola Ivasiuk, avvenuto lo scorso 19 agosto a Casazza, è stato arrestato in Spagna. Il 32enne, di origini marocchine, era fuggito subito dopo l’aggressione e si era reso irreperibile per quasi un mese. L’arresto è avvenuto grazie alla collaborazione tra i carabinieri della compagnia di Clusone e i militari del comando provinciale di Bergamo. Secondo le prime indiscrezioni, maggiori dettagli sull’operazione saranno rilasciati nelle prossime ore.
L’omicidio si è consumato davanti a un bar di Casazza, piccolo centro in provincia di Bergamo. La vittima, Mykola Ivasiuk, un 38enne di origine ucraina, si trovava al di fuori del locale in compagnia di M.R., un 39enne calabrese che si è definito “amico fraterno” del defunto. La sera della tragedia, Ivasiuk era visibilmente alterato dall’alcol a causa di un litigio con la sua compagna, e M.R. stava cercando di calmarlo. Anche il 39enne, tuttavia, si trovava in uno stato di ebbrezza e, stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri, avrebbe colpito l’amico con un pugno. Nonostante ciò, M.R. ha sempre sostenuto di avergli dato soltanto uno schiaffo, versione ritenuta credibile dal giudice per le indagini preliminari (GIP), ma contro la quale il pubblico ministero ha presentato ricorso.
L’aggressione fatale è avvenuta improvvisamente e senza apparente premeditazione. Secondo i testimoni, l’accusato, Mouhssine Mohamed Amine, si trovava seduto all’esterno del bar quando, spazientito dal comportamento di Ivasiuk, si è alzato di scatto e lo ha colpito alla nuca con un bicchiere di vetro, infrangendolo sulla testa della vittima. Ivasiuk è crollato a terra immediatamente e non si è più ripreso. Nonostante il tentativo disperato di rianimazione da parte di M.R., il 38enne è morto poco dopo, mentre i soccorsi erano in arrivo.
Dopo il gesto violento, Amine si è dato alla fuga, rendendosi irreperibile per settimane. L’accusa nei suoi confronti è di omicidio preterintenzionale, un reato che implica la volontà di colpire, ma non di uccidere, con conseguenze fatali. Questo tipo di omicidio viene infatti perseguito quando la morte della vittima non è direttamente voluta dall’aggressore, ma è il risultato di una condotta violenta.
Il caso ha scosso profondamente la comunità di Casazza e ora, con l’arresto dell’accusato, si attende che il processo possa fare luce completa sugli eventi di quella tragica sera di agosto. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.