Secondo una recente indagine condotta dal Servizio epidemiologico aziendale di Ats Bergamo, al 31 dicembre 2023 sono stati registrati 5.307 casi di demenza nella provincia bergamasca. Di questi, il 65,3% (3.468) sono donne e il 34,7% (1.839) uomini, con un’età media di 81,8 anni. L’Alzheimer è la forma più diffusa, rappresentando una delle principali cause di demenza, una condizione che include una serie di sintomi come la perdita di memoria e difficoltà cognitive.
Le valli bergamasche e la città di Bergamo sono tra i territori più colpiti, con una maggiore incidenza tra gli over 75, che rappresentano quasi l’85% dei malati. Le demenze colpiscono raramente le persone sotto i 44 anni, con solo lo 0,3% dei casi concentrati in questa fascia d’età. Tuttavia, gli esperti avvertono che il numero effettivo di persone affette potrebbe essere più alto, con altre 2.000 persone stimate non ancora conteggiate, poiché non ricoverate in strutture assistenziali.
La Val Seriana registra il tasso più alto di demenza, con 863 pazienti su una popolazione di 137.377 e un tasso standardizzato di 5,5 ogni 1.000 abitanti. Seguono il distretto di Bergamo con un tasso di 5,3 e quello di Val Brembana e Valle Imagna con un tasso di 5,2. I distretti meno colpiti sono invece la Bassa Occidentale e Orientale, con tassi rispettivamente di 3,1 e 3,7.
Le cause dell’aumento dei casi di demenza sono strettamente legate all’invecchiamento della popolazione, un fenomeno conosciuto come “inverno demografico”. Secondo Alberto Zucchi, direttore del Servizio epidemiologico aziendale di Ats Bergamo, questo aumento è una diretta conseguenza dell’innalzamento dell’età media della popolazione, che comporta una crescita delle malattie legate all’età, tra cui le demenze.
La gestione delle persone affette da demenza rappresenta una sfida complessa. Oltre il 52,6% dei malati in Bergamasca convive con almeno 2-3 altre patologie croniche, il che rende la gestione farmacologica e assistenziale molto difficile. Un esempio estremo riguarda un paziente affetto da 14 patologie contemporaneamente. Questo quadro mette in luce l’importanza di un approccio integrato nella cura e nel monitoraggio dei pazienti, che richiede un costante presidio sanitario.
L’analisi epidemiologica ha anche evidenziato la necessità di programmazione e prevenzione, con dati che aiutano le autorità sanitarie a pianificare interventi mirati. Sebbene la situazione futura sia incerta, il progressivo invecchiamento della popolazione lascia prevedere un aumento dei casi nei prossimi anni, rafforzando l’importanza di politiche sanitarie adeguate per affrontare questa emergenza.