Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha espresso il suo parere sul progetto di riqualificazione delle ex caserme Montelungo e Colleoni a Bergamo. La valutazione è stata inviata il 14 ottobre e discussa il giorno successivo in una riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Università. Secondo alcune indiscrezioni, il ministero ha fatto rilievi su diversi aspetti, tra cui la sostenibilità economica del progetto, che al momento ha un costo stimato tra i 75 e i 77 milioni di euro.
Indiscrezioni sul parere del Ministero
Alcuni dettagli del parere ministeriale sono stati riportati dal Corriere Bergamo, che ha evidenziato la richiesta di un incontro tra i rappresentanti dell’università e il ministero a Roma per chiarire alcuni punti critici. Tra le principali questioni sollevate ci sono state preoccupazioni sui costi dell’operazione e la sua sostenibilità finanziaria. Inoltre, il ministero ha espresso dubbi sulla possibilità di inquadrare il progetto nei parametri del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), sebbene l’università avesse già dichiarato che l’intervento non avrebbe usufruito di tali risorse.
Un altro punto di discussione è stato uno spazio destinato all’attività motoria, come una palestra, che però sarebbe stato già cancellato dalla fase finale del progetto. Questo potrebbe suggerire un’incomprensione su questo specifico aspetto da parte del ministero.
La risposta dell’Università
L’Università di Bergamo ha subito rilasciato una precisazione ufficiale in cui ha confermato di aver ricevuto una nota dal ministero riguardo al progetto di riqualificazione delle ex caserme. Nel comunicato, l’ateneo ha chiarito che le università statali, in conformità con il DL 19/2024, devono informare il ministero su eventuali acquisizioni immobiliari di lunga durata e ottenere un parere entro 60 giorni.
La proposta dell’università era stata inviata il 14 giugno, con ulteriore documentazione integrativa fornita il 9 agosto su richiesta del dicastero. L’ateneo ha sottolineato di apprezzare l’attenzione ricevuta dal ministro e dal commissario straordinario per l’housing universitario, confermando che il progetto non rientra nei criteri del Pnrr a causa delle scadenze stringenti, fissate a giugno 2026.
Sostenibilità finanziaria e collaborazione
Sul fronte economico, il ministero ha fornito alcuni spunti sul profilo economico-finanziario dell’operazione, che secondo l’università erano già in parte stati presi in considerazione o risolti nella documentazione presentata. L’ateneo ha ribadito che ha già previsto un piano di sostenibilità pluriennale, confermando quindi la solidità dei suoi calcoli finanziari.
Infine, l’università ha espresso un’apertura a collaborare con il ministero e il commissario straordinario, auspicando una stretta collaborazione in tutte le fasi del progetto. L’obiettivo è garantire la realizzazione di un’iniziativa che risponda concretamente alle necessità di aule universitarie e posti letto per gli studenti, rafforzando il diritto allo studio.