Inquinamento, aria migliore di vent’anni fa, ma la salute è più fragile

Nonostante i miglioramenti della qualità dell’aria a Bergamo, la popolazione più anziana e malata risente degli effetti dell’inquinamento. A pesare, anche la scarsa aderenza alle terapie mediche

Bergamo si colloca al 361° posto su 375 città europee monitorate per la qualità dell’aria dall’Agenzia europea dell’ambiente, con un quadro che, seppur migliorato rispetto a vent’anni fa, resta problematico. L’inquinamento atmosferico è strettamente legato all’aggravarsi delle patologie respiratorie e cardiovascolari, aumentando il rischio di complicazioni e neoplasie.

Dati preoccupanti tra inquinamento e salute

Nel biennio 2022-2023, le centraline di monitoraggio hanno registrato livelli di Pm10 che, sebbene ridotti rispetto al passato, continuano a rappresentare una minaccia per la salute. Nel 2021, la provincia di Bergamo ha registrato 556 decessi per tumore al polmone, una cifra che alimenta il dibattito sulla correlazione tra inquinamento e malattie croniche.

Secondo Fabiano Di Marco, direttore della Pneumologia dell’Asst Papa Giovanni XXIII, l’inquinamento atmosferico è comparabile al fumo di sigaretta per i suoi effetti nocivi. «Non solo aumenta il rischio di sviluppare patologie croniche e neoplasie, ma peggiora anche le condizioni di chi ha malattie preesistenti, soprattutto respiratorie,» spiega lo pneumologo.

Nei giorni di picco di inquinamento, infatti, si registra un aumento degli accessi in pronto soccorso, con sintomi che vanno dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) a scompensi cardiaci.

Popolazione più fragile e scarsa aderenza alle terapie

Sebbene l’aria a Bergamo sia migliore rispetto al passato, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche rendono i cittadini più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento. Questo scenario è aggravato dalla bassa aderenza alle terapie mediche, particolarmente per le patologie respiratorie.

«Solo il 20% dei pazienti segue correttamente le terapie inalatorie prescritte per la BPCO o altre patologie respiratorie croniche,» sottolinea Di Marco. La mancanza di continuità nel trattamento espone i pazienti a rischi maggiori, compresi quelli legati agli effetti dell’inquinamento.

Cosa fare per proteggersi?

Per limitare i danni dell’inquinamento, è necessario un impegno collettivo e individuale:

  • Modificare lo stile di vita, adottando scelte più sostenibili per abitazioni, trasporti e alimentazione.
  • Adottare terapie adeguate, rispettando le prescrizioni mediche.
  • Migliorare la sensibilizzazione culturale, attraverso campagne formative e informative che promuovano la salute e la prevenzione.

Le istituzioni devono inoltre intensificare gli sforzi per ridurre l’inquinamento atmosferico, investendo in infrastrutture ecologiche e in politiche che favoriscano la transizione verso sistemi energetici più puliti.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Confermate le partnership con manifestazioni ciclistiche e podistiche, un impegno che si arricchisce anche di...
Un'escursione tra natura, storia e sport nel cuore della Val Seriana: appuntamento lunedì 6 aprile...
Il 22 marzo a Gandino la presentazione del programma, che coinvolgerà gli escursionisti in erba...
Spazi per giovani, sport e cultura nell’ex area industriale, lavori previsti dal 2027...
La pioggia in città e pianura diventa subito neve oltre certe quote: un fine settimana...

Altre notizie