Il 9 settembre, l’esondazione del Morla ha causato danni ingenti nella provincia di Bergamo, costringendo molti cittadini, tra cui Massimo Previtali, a fare i conti con una situazione drammatica. In una lettera inviata a BergamoNews, il residente ha raccontato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere il risarcimento per la propria auto, unico bene coperto da polizza assicurativa contro gli eventi naturali.
Dall’allagamento alla denuncia: l’inizio di un percorso frustrante
L’alluvione ha colpito duramente Previtali, che si è ritrovato con cantina e box completamente sommersi dall’acqua, perdendo beni come scooter e automobile. L’unica speranza era legata alla possibilità di recuperare qualcosa tramite la polizza assicurativa dell’auto. Tuttavia, come lui stesso descrive, il percorso verso il risarcimento si è trasformato in un calvario.
Dopo aver denunciato il sinistro tempestivamente, il 9 settembre, un perito ha certificato entro pochi giorni che il veicolo non era riparabile. Da quel momento, però, la pratica ha subito continui ritardi. L’assicurazione ha sostenuto per settimane che la perizia non fosse completa, nonostante fosse stata chiusa già il 25 settembre, come confermato successivamente dall’agenzia che l’aveva redatta.
Ritardi e proposte inaccettabili: la gestione controversa del risarcimento
Previtali racconta che il 4 ottobre gli è stato indicato un liquidatore, che avrebbe dovuto occuparsi della sua pratica. Tuttavia, nonostante i ripetuti solleciti, il liquidatore ha continuato a sostenere che la pratica fosse bloccata a causa della mancanza di dati. Solo dopo che il cittadino ha contattato direttamente l’agenzia peritale, scoprendo l’assenza di richieste aggiuntive, il liquidatore ha improvvisamente “risolto” la situazione, presentando una proposta di risarcimento.
Questa proposta, però, è risultata ben lontana dalle aspettative: 15.000 euro a fronte di un massimale di 26.200 euro e di una valutazione del valore commerciale del veicolo di 23.750 euro. L’assicurazione ha giustificato l’importo applicando una decurtazione del 30% per il degrado delle parti di ricambio, una clausola che, secondo Previtali, si applica solo ai veicoli riparabili. Essendo la sua auto dichiarata non riparabile, il cittadino ha contestato la proposta, senza ottenere risultati.
L’ombra delle pratiche scorrette
Previtali denuncia un comportamento che sembra mirato ad allungare i tempi e a esasperare il cliente, nella speranza che accetti una proposta di risarcimento inferiore a quanto previsto dalla polizza. “La sensazione è che abbiano fatto di tutto per scoraggiarmi”, scrive il cittadino, sottolineando come il disagio economico e la prospettiva di una lunga battaglia legale possano portare molte persone a cedere.
Alla luce di questa esperienza, Previtali ha deciso di consultare un legale per ottenere il risarcimento adeguato. Nel frattempo, il suo racconto rappresenta una denuncia delle difficoltà che molti cittadini devono affrontare quando si trovano a gestire situazioni simili con le compagnie assicurative.