Il progetto del nuovo comprensorio sciistico Colere-Lizzola, che prevede il collegamento delle due stazioni attraverso impianti di risalita e nuove infrastrutture, sta incontrando un’opposizione sempre più organizzata. Un fronte composto da giovani, ambientalisti, appassionati di montagna e amministratori locali ha lanciato una petizione online che ha già raccolto oltre 1.600 firme. L’obiettivo è fermare quello che viene definito uno “scempio ambientale” e promuovere un turismo più sostenibile.
I costi e le criticità del progetto
Il piano, dal costo stimato di 70 milioni di euro, di cui 50 milioni di finanziamenti pubblici, presenta numerose criticità secondo i detrattori:
- Incremento dei costi: Si prevede un aumento del 36% rispetto alle cifre iniziali, legato all’installazione di impianti più veloci e potenti, che comporterebbe anche un aumento dei costi dei biglietti, rendendo lo sci meno accessibile.
- Infrastrutture insufficienti: Il progetto non prevede miglioramenti delle strade per raggiungere le località coinvolte, né lo smantellamento degli impianti a fine vita.
- Impatto ambientale: La realizzazione di piste, impianti e un traforo di 450 metri nel Pizzo di Petto, insieme alla costruzione di un bacino per l’innevamento artificiale, trasformerebbe territori attualmente incontaminati e inclusi nella Zona Speciale di Conservazione del Parco delle Orobie bergamasche.
Problemi sociali e ambientali
Secondo gli oppositori, il progetto non contribuirebbe a contrastare lo spopolamento delle valli e rischierebbe di peggiorare le condizioni di vita dei residenti. L’incremento del turismo di massa creerebbe ulteriore pressione sulle infrastrutture esistenti, mentre l’aumento dei prezzi immobiliari renderebbe più difficile per le persone del posto acquistare case e rimanere sul territorio.
“Chiediamo che il progetto sia interrotto e che si promuovano soluzioni più rispettose dell’ambiente e dei territori montani,” si legge nella petizione, che propone alternative meno costose e più sostenibili per valorizzare le risorse esistenti.
Le iniziative contro il progetto
La mobilitazione prosegue con incontri pubblici e serate di approfondimento nelle valli bergamasche. Venerdì 3 gennaio, alla Sala Cinema di Vilminore di Scalve, si terrà un incontro con esperti per discutere l’impatto del progetto e sensibilizzare i cittadini.
Una battaglia per il futuro della montagna
Il dibattito intorno al comprensorio Colere-Lizzola riflette una più ampia tensione tra sviluppo economico e tutela ambientale. Le valli bergamasche sono al centro di un confronto tra chi vede nel progetto un’opportunità per attrarre turismo e chi teme che possa compromettere irreversibilmente un patrimonio naturale unico.