Il tragico omicidio avvenuto il 3 gennaio in via Tiraboschi, a Bergamo, ha acceso i riflettori sulla necessità di potenziare le misure di sicurezza nella città. Durante un vertice convocato in Prefettura il giorno successivo, il prefetto Luca Rotondi ha illustrato due direttrici principali di intervento: un sistema di videosorveglianza più efficiente e un’attenzione stringente alla diffusione di coltelli tra giovani e adulti.
Un sistema di sorveglianza più efficace
Le telecamere di sicurezza si sono rivelate fondamentali per rintracciare la via di fuga del presunto assassino di Mamadi Tunkara. Il prefetto ha quindi evidenziato l’importanza di rafforzare ulteriormente la loro presenza, disseminandole nei punti critici della città per prevenire episodi simili in futuro. «È essenziale che questi dispositivi siano non solo numerosi, ma anche ben posizionati e manutenuti per offrire un controllo più incisivo del territorio», ha dichiarato Rotondi.
Coltelli: un fenomeno da arginare
Un altro tema al centro del dibattito è stato l’allarmante diffusione di coltelli tra giovanissimi, sia italiani che stranieri. «Non si può sottovalutare il rischio rappresentato da chi si muove in città con armi da taglio in tasca. Servono controlli più severi e azioni preventive per contrastare questa tendenza», ha sottolineato il prefetto.
La risposta delle istituzioni
Il vicesindaco Sergio Gandi ha elogiato la prontezza delle forze dell’ordine, che hanno agito con rapidità ed efficacia nell’individuare e consegnare alla giustizia il responsabile del delitto. Nonostante il forte impatto emotivo dell’episodio sulla comunità, le istituzioni hanno dimostrato compattezza e senso di responsabilità. Tuttavia, Gandi non ha negato che l’accaduto sollevi interrogativi sulla sicurezza in città.
Collaborazione e prevenzione
Il prefetto Rotondi ha rimarcato che, pur disponendo di un numero sufficiente di agenti sul territorio, non è possibile garantire la presenza di una pattuglia in ogni strada. Per questo, diventa fondamentale la collaborazione dei cittadini: «Segnalare tempestivamente situazioni sospette può fare la differenza, contribuendo a un controllo più efficace e capillare del territorio».