Wy-Fy: il progetto che mette al centro gli anziani con una rete di servizi nei comuni bergamaschi

Un’iniziativa innovativa che coinvolge 35 Comuni per supportare gli over 65 con servizi integrati e personalizzati, promuovendo socialità, salute e assistenza

Un futuro in cui nessuno è lasciato solo: questo è l’obiettivo di Wy-Fy, il progetto che si rivolge agli over 65 nei territori di Dalmine, Villa d’Almè e Valle Imagna. Attraverso una rete di servizi gratuiti, Wy-Fy punta a migliorare la qualità della vita delle persone anziane, unendo il lavoro di enti pubblici, privati e del volontariato in una collaborazione unica nel suo genere.

Una rete per la longevità e l’invecchiamento attivo

Wy-Fy è frutto della cooperazione tra diverse realtà territoriali, tra cui Acli provinciali di Bergamo, consorzi di cooperative Ribes e Il Solco, Enaip Lombardia e Fondazione San Giuliano, insieme all’Azienda territoriale per i servizi alla persona dell’ambito Valle Imagna e Villa d’Almè.
Il progetto mira a rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone fragili, costruendo connessioni tra servizi che spaziano dall’assistenza sanitaria alla socializzazione.

Come spiega Shaquille Bocchi, project manager di Wy-Fy, “ciò che rende Wy-Fy innovativo è la sua capacità di mettere la persona al centro di un sistema integrato. L’eredità che vogliamo lasciare è la partecipazione di attori locali e volontari, che ogni giorno propongono attività e iniziative per il benessere degli anziani”.

Tre aree d’azione principali

Per rispondere alle diverse necessità, Wy-Fy si sviluppa su tre aree d’intervento:

  • Tempo libero: attività ludiche, culturali e di volontariato per promuovere socialità e benessere;
  • Salute: servizi legati all’assistenza medica e sanitaria, con il supporto dei presidi Asst Bergamo Ovest e Papa Giovanni XXIII;
  • Comunità: interventi di assistenza sociale, come il supporto ai caregiver e la gestione della non autosufficienza.

Un esempio pratico è il Caffè sociale, un appuntamento settimanale che offre due ore di condivisione e relazione per gli anziani, grazie alla presenza di educatori. “Questo spazio aggregativo – spiega Ilaria Cantù, responsabile area fragilità e anziani – risponde non solo a bisogni pratici, ma anche a desideri di relazione e benessere.”

Supporto ai caregiver e servizi per la non autosufficienza

Wy-Fy presta particolare attenzione ai caregiver, ovvero le persone che si prendono cura dei propri familiari. Joshua Rossi, infermiere di comunità, spiega che “il progetto caregiver Bergamo fornisce supporto psicologico e pratico, creando uno spazio dove chi si occupa di un anziano può essere ascoltato e accompagnato”.

Un ruolo chiave è svolto dagli sportelli dedicati alla gestione della non autosufficienza, che offrono orientamento personalizzato sui servizi disponibili. Come spiega Federica Totaro, assistente sociale di Dalmine Sociale, “gli operatori aiutano le famiglie a richiedere invalidità, attivare servizi domiciliari per l’igiene personale, accedere a centri diurni o RSA e gestire pratiche burocratiche”.

Fondazione Cariplo e il sostegno al welfare locale

Fondazione Cariplo, da sempre impegnata a promuovere progetti di welfare innovativi, ha deciso di sostenere Wy-Fy per il suo approccio completo all’invecchiamento attivo, che va oltre la semplice domiciliarità. La Fondazione ha apprezzato in particolare l’attenzione alla costruzione di una comunità solidale, capace di valorizzare ogni individuo.

Comunicazione e partecipazione attiva

Per raggiungere il maggior numero di persone, Wy-Fy ha sviluppato una comunicazione chiara e accessibile, con l’aiuto di Multi-consult Bergamo. Francesca Gelmi, communication account, spiega: “Abbiamo creato un’identità visiva che mette al centro la persona e la comunità. Il sito web, progettato per una navigazione intuitiva, facilita l’accesso alle informazioni, mentre le call to action stimolano la partecipazione attiva”.

Una visione per il futuro

Wy-Fy non è solo un progetto, ma un vero e proprio modello di cura e solidarietà sociale. Con il sostegno di una rete di attori locali e nazionali, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire una società inclusiva, dove gli anziani non siano lasciati soli di fronte alle sfide della vita.

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