Il settore terziario in Bergamasca registra un saldo positivo tra aperture e chiusure di attività, con un totale di +1.201 nuove imprese nel 2024 (2.859 nate e 1.658 cessate). A trainare la crescita è soprattutto la città di Bergamo, con un incremento di 350 attività, seguita dalla Bassa (+272) e dall’hinterland (+182).
Nonostante il quadro generale sia favorevole, Confcommercio Bergamo segnala alcune criticità, in particolare nelle aree montane, dove diversi comuni non hanno registrato nuove aperture.
Valli in difficoltà: venti comuni senza nuove imprese
Se il settore terziario mostra complessivamente segnali di crescita, ben venti comuni bergamaschi (circa l’8% del totale) non hanno registrato alcuna nuova impresa nel 2024. Quasi tutti si trovano nelle zone montane, confermando una tendenza negativa già osservata negli anni precedenti.
Giovanni Zambonelli, presidente di Confcommercio Bergamo, sottolinea la necessità di interventi mirati, in quanto preoccupano i dati di montagna e valli, la cui economia è frenata dalla carenza di servizi, infrastrutture e agevolazioni fiscali preservare la vitalità dei piccoli comuni soggetti a spopolamento e abbandono o rinuncia d’impresa.
Ripresa dal secondo trimestre dopo un avvio lento
L’inizio del 2024 non è stato particolarmente positivo: nel primo trimestre, il saldo tra aperture e chiusure è stato quasi nullo (+56 imprese). La vera crescita si è registrata dal secondo trimestre (+458 imprese), con un’accelerazione nella nascita di nuove attività. Il terzo trimestre, invece, ha visto un rallentamento nelle chiusure.
Zambonelli evidenzia come il quadro rimanga complesso e imprevedibile, nonostante i segnali positivi: «Dopo il difficile 2022, segnato dalla crisi energetica e dalla chiusura di molte imprese, il settore ha ripreso quota. Tuttavia, nuove sfide come il rincaro delle utenze continuano a pesare sul tessuto imprenditoriale».
Commercio tradizionale in crisi, crescono i servizi
Guardando ai settori d’impresa, il commercio tradizionale è l’unico comparto in calo. I dati mostrano un -22 negozi non alimentari, -32 nel commercio alimentare e -48 ambulanti. Anche le società di persone (-28) registrano un trend negativo, segnale di un lento declino di questa forma d’impresa.
Al contrario, il settore più dinamico è quello delle società di capitali, che segnano un incremento di +921 nuove imprese, in gran parte Srl. Crescono anche le ditte individuali (+226), che continuano a rappresentare oltre la metà del tessuto imprenditoriale bergamasco.
Tre i comparti più in espansione.
- Servizi alle persone (+259 iscrizioni), in particolare ausiliari al commercio (agenti e procacciatori d’affari).
- Attività professionali (+102), segno di un aumento della domanda per servizi specializzati.
- Turismo (+7), con una crescita limitata ma positiva.
Sfide future per il terziario
Il settore terziario bergamasco mostra segnali incoraggianti, ma resta fondamentale un monitoraggio costante per prevenire nuove crisi e favorire il ricambio generazionale.
Secondo Zambonelli, il calo delle attività nei centri storici e la difficoltà nell’apertura di nuovi negozi rendono necessario continuare a sostenere le imprese, adattandosi ai cambiamenti del mercato e incentivando chi vuole investire.