Calcinate, sciolto il Consiglio comunale: nominato il commissario Domenico Marino

Le dimissioni dell’opposizione hanno portato al commissariamento. Si voterà nella prima tornata elettorale utile tra aprile e giugno.

La crisi politica a Calcinate si è conclusa con lo scioglimento del Consiglio comunale. Come annunciato nelle scorse settimane, nel pomeriggio di giovedì 20 febbraio, i tre gruppi di opposizione – Controcorrente per ripartire, Impegno Civico e Lista Lorena Boni – Impegno per Calcinate – hanno presentato ufficialmente le dimissioni.

La mossa, che ha sancito la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Orlando, è avvenuta entro il termine del 24 febbraio, permettendo così di andare al voto nella prima tornata elettorale tra aprile e giugno. In attesa delle nuove elezioni, il Prefetto di Bergamo, Luca Rotondi, ha nominato il viceprefetto aggiunto Domenico Marino come commissario prefettizio con pieni poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale.

Una crisi annunciata

La rottura definitiva è arrivata dopo mesi di tensioni interne. Già nell’ottobre scorso, una parte della maggioranza aveva lasciato il sindaco Orlando per contrasti sul Piano di Governo del Territorio (PGT), formando il nuovo gruppo Impegno Civico. A questa frattura si erano aggiunti altri consiglieri, riducendo la maggioranza in consiglio a una posizione di instabilità.

La situazione è precipitata con il mancato svolgimento della seduta per l’approvazione del bilancio di previsione, su cui le opposizioni avevano già preannunciato voto contrario. L’ultimatum per convocare il consiglio è scaduto senza risposte da parte dell’amministrazione, spingendo così i consiglieri d’opposizione a rassegnare le dimissioni.

Le posizioni delle parti

Secondo il gruppo Impegno per Calcinate, il sindaco avrebbe volutamente ritardato la convocazione del consiglio, cercando di portare la situazione verso un commissariamento lungo. Per evitare una paralisi amministrativa di oltre 15 mesi, le opposizioni hanno deciso di agire in tempo per consentire nuove elezioni entro 90 giorni.

Dal canto suo, il gruppo Controcorrente per ripartire ha parlato di “pagina triste della politica calcinatese”, criticando l’operato del sindaco e accusandolo di non aver saputo gestire le divergenze interne.

I consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza hanno ribadito che la crisi è nata da scelte urbanistiche non condivise nel PGT, che secondo loro erano in contrasto con il programma elettorale.

Il sindaco Angelo Orlando ha espresso rammarico e amarezza per l’epilogo della sua amministrazione, affermando che, con maggior impegno e coesione, si sarebbero potuti raggiungere risultati diversi.

Ora il Comune sarà gestito dal commissario Domenico Marino, mentre i cittadini di Calcinate si preparano alle nuove elezioni nella primavera 2025.

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