Gorle, il caso viabilità arriva in Regione: il confronto si sposta sulla mobilità dell’hinterland

Dopo le polemiche sulle chiusure dei varchi, la questione approda in Regione: il 20 marzo audizione in Commissione per trovare soluzioni condivise. Il sindaco Testa difende la sperimentazione

La chiusura sperimentale dei varchi di via Trento e via Martinella a Gorle, attiva da dieci giorni nelle fasce orarie 7-9 dal lunedì al venerdì, continua a far discutere e ora la questione viene portata in Regione Lombardia. Dopo le critiche arrivate dai sindaci dei comuni limitrofi, i consiglieri regionali Michele Schiavi (FdI) e Davide Casati (Pd) hanno chiesto un confronto istituzionale alla V Commissione Infrastrutture e Mobilità, che ha convocato un’audizione per il 20 marzo.

I problemi di viabilità e l’intervento della Regione

Dopo una prima settimana senza variazioni significative, da lunedì – complice anche il maltempo – il traffico è tornato a essere particolarmente intenso. Le criticità segnalate dai sindaci dell’hinterland, come evidenziato dal primo cittadino di Scanzorosciate, Paolo Colonna, riguardano in particolare la SP 66, dove si sono verificati forti rallentamenti nelle ore di punta.

Per il consigliere Michele Schiavi, la decisione di Gorle è “unilaterale e dannosa per il territorio”. Secondo Schiavi, invece di procedere con questa sperimentazione, si sarebbe potuto attendere la conclusione di interventi strutturali, come quello già finanziato dalla Regione con 500mila euro per migliorare il nodo della Martinella. Sul lungo termine, inoltre, la Regione è impegnata nella progettazione della Penetrante da est, una variante di 5,5 km che collegherà il rondò delle Valli a Pedrengo, riducendo il traffico nei centri abitati.

Anche il consigliere Davide Casati sottolinea la necessità di un approccio coordinato tra Comuni, Provincia e Regione per gestire la viabilità della zona: “Se ogni Comune prende decisioni isolate, si rischia solo di spostare il problema senza risolverlo”. Casati invita quindi a superare le logiche locali e a lavorare su uno studio approfondito dei flussi di traffico, per individuare interventi realmente efficaci.

La posizione del sindaco di Gorle

Il sindaco di Gorle, Giovanni Testa, difende sulle pagine de L’Eco di Bergamo, la sperimentazione e critica le reazioni dei Comuni vicini: “Abbiamo limitato l’accesso solo per due ore al giorno su una direttrice, eppure si sta creando un clima di esasperazione politica del tutto ingiustificato”.

Secondo Testa, i dati mostrano che il traffico non è aumentato in modo significativo e che la redistribuzione delle auto sta alleggerendo il carico su Gorle, da 60 anni penalizzata dal traffico proveniente dalla Valle Seriana. “Con o senza chiusure, quando piove il traffico aumenta ovunque”, ha aggiunto il primo cittadino, sottolineando che le valutazioni definitive si faranno solo a fine maggio.

Per quanto riguarda il tavolo regionale del 20 marzo, Testa non ha ancora confermato la sua partecipazione, dichiarando che “non è convocando un tavolo al giorno che si ferma la sperimentazione”.

Prossimi passi

Prima dell’audizione in Regione, martedì 18 marzo i sindaci dell’hinterland est si riuniranno in Prefettura per un primo bilancio sulle due settimane di sperimentazione. Intanto, il dibattito resta aperto e la ricerca di soluzioni condivise diventa sempre più urgente per evitare un ulteriore aggravamento della viabilità nell’area.

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