Serio, piano anti-esondazioni: monitoraggi e interventi sul letto del fiume

A Mozzanica confronto tra Comuni bergamaschi e cremaschi: proposta la rimozione dei detriti e il riequilibrio della ghiaia

Prevenire nuove esondazioni del fiume Serio e ridurre al minimo i rischi per la circolazione stradale e la sicurezza dei territori: è questo l’obiettivo del tavolo tecnico che si è riunito nei giorni scorsi a Mozzanica, con la partecipazione di numerosi Comuni bergamaschi e cremaschi, enti istituzionali e tecnici. L’incontro, promosso dal Comune ospitante, ha rappresentato un primo passo concreto per affrontare in modo coordinato le criticità idrogeologiche del bacino fluviale.

Alla riunione hanno preso parte le amministrazioni di Mozzanica, Seriate, Morengo, Bariano, Fornovo, Castel Gabbiano, Casale Cremasco, Crema, Pianengo e Sergnano, oltre a rappresentanti di Aipo, Protezione Civile Bergamo Sud, Parco Regionale del Serio, Polizia Locale Bassa Bergamasca occidentale, Province di Bergamo e Cremona e Regione Lombardia.

Il caso emblematico della piena di ottobre, che aveva portato all’interruzione della circolazione sul ponte della ex statale 11 a Mozzanica, ha fatto da punto di partenza per le riflessioni condivise. In quell’occasione, il Serio aveva ricevuto una portata d’acqua eccezionale, in parte proveniente dalla Gronda Sud, canale artificiale che convoglia le acque dei torrenti Morla, Morletta e roggia Brembilla. Secondo il sindaco di Mozzanica, Simone Piana, si era trattato di «una quantità d’acqua pari a 240 piscine olimpioniche», con conseguenze dirette sull’esondazione del fiume.

Da qui la proposta di installare sistemi di monitoraggio sugli affluenti, per consentire un’attivazione tempestiva degli allarmi e migliorare la reattività della Protezione Civile. Ma non è l’unica misura discussa.

Le proposte sul tavolo

Durante il confronto, i Comuni hanno avanzato anche una richiesta operativa: riequilibrare la ghiaia presente nel letto del Serio, soprattutto nel tratto tra Mozzanica e Castel Gabbiano, dove l’accumulo di materiale ha progressivamente ristretto la sezione fluviale, aumentando il rischio di straripamenti. «Non si tratta necessariamente di rimuoverla – ha precisato Piana a L’Eco di Bergamo – ma di ridistribuirla per ripristinare la funzionalità idraulica». Un’azione già testata con successo a Sergnano.

Altro punto critico è la presenza di detriti legnosi nel letto del fiume, che in caso di piena potrebbero trasformarsi in pericolosi ostacoli per i ponti. Anche in questo caso, è stata proposta una campagna di pulizia mirata, da pianificare con gli enti competenti per valutarne la fattibilità.

L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire il confronto con tavoli tecnici specifici, mirati a tradurre le idee in interventi concreti. L’obiettivo condiviso è mitigare il rischio idraulico, tutelare i centri abitati e garantire una risposta efficace ai fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti.

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