Investimenti in oro: un trend che ritorna nei momenti critici
Le fasi di turbolenza economica e politica hanno sempre visto un ritorno massiccio all’oro, considerato un bene rifugio per eccellenza. Le crescenti tensioni internazionali, come l’inasprirsi dei dazi e l’instabilità generata dal ritorno alla Casa Bianca del presidente USA Donald Trump, hanno spinto nuovamente investitori e risparmiatori, anche in Italia e a Bergamo, verso l’acquisto di oro fisico e strumenti finanziari legati al metallo prezioso.
Modalità d’investimento: lingotti e strumenti finanziari
Investire in oro può avvenire attraverso l’acquisto diretto di lingotti di diverse dimensioni – anche da pochi grammi – oppure tramite Exchange Traded Commodity (ETC), strumenti negoziati in borsa simili agli ETF, che replicano l’andamento delle materie prime. Secondo il professor Mario Comana, docente alla Luiss, l’oro è un asset meno influenzato dai mercati finanziari e più sensibile agli eventi geopolitici: l’aumento dell’incertezza corrisponde a un’impennata della domanda.
Crescita esponenziale del valore dal 1999
Dal maggio 1999, quando il prezzo era di 8,35 euro al grammo, l’oro ha visto un incremento del 1.025%, raggiungendo i 94 euro al grammo secondo le quotazioni più recenti. Solo nell’ultimo anno, a partire da febbraio 2024, il metallo ha registrato un +56%, confermando il suo ruolo di risorsa strategica nei portafogli d’investimento. Tuttavia, l’elevato livello attuale potrebbe limitare ulteriori margini di crescita nel breve periodo.
Volatilità e rendimenti: i rischi da considerare
Nonostante il fascino dell’oro, bisogna tenere conto della sua volatilità. Dopo il picco del 2012, il metallo ha subito un crollo del 36% in un solo anno. Eventi come il fallimento di Lehman Brothers, la crisi del debito sovrano europeo, la pandemia e le recenti elezioni americane hanno innescato le impennate più significative. Alessandra Bonfiglioli, docente all’Università di Bergamo, sottolinea l’importanza di affidarsi a consulenti esperti, capaci di guidare gli investitori nei momenti più delicati del ciclo economico.
Aspetti fiscali e raccomandazioni operative
Chi sceglie l’oro come forma d’investimento deve prestare attenzione anche al profilo fiscale. È fondamentale conservare la ricevuta d’acquisto: in sua assenza, al momento della vendita si rischia di dover pagare imposte sull’intero ammontare ottenuto, e non solo sulla plusvalenza. A differenza dei titoli di Stato, l’oro non offre cedole periodiche, rendendolo meno interessante per chi cerca integrazione al reddito, ma ideale per chi desidera diversificare e proteggere il patrimonio nel lungo termine.