Il suono delle campane: un patrimonio immateriale
Una tradizione riconosciuta e documentata.
Dal 2015, campane e campanari della provincia di Bergamo sono ufficialmente inseriti tra i “Patrimoni Culturali Immateriali” nell’inventario Intangible Search della Regione Lombardia. Tra le espressioni più significative di questo patrimonio vi è il suono d’allegrezza, o “a tastiera”, ancora oggi praticato a Gandino per solennità e battesimi.
Gioanì Manèch: l’ultimo vero campanaro di Gandino
Una figura leggendaria, riscoperta dalla memoria orale.
Tra i nomi tramandati, Giovanni Nodari (1879-1958), conosciuto come Gioanì Manèch, è una figura centrale. Fu campanaro titolare della Basilica di Gandino dal 1923 al 1953. “Molti sono i campanari che si sono succeduti nel corso dei secoli, ma pochissimi quelli di cui abbiamo informazioni e notizie da fonte vivente. Uno dei pochissimi casi di grande interesse è quello del campanaro Giovanni Nodari”, sottolinea Luca Fiocchi, presidente della Federazione Campanari Bergamaschi.
Il ponte della memoria: Tarcisio Beltrami
Un testimone fondamentale per la conservazione delle suonate.
A tramandare le composizioni di Gioanì Manèch è stato Tarcisio Beltrami di Leffe (1922-2019), noto come Felìs, che apprese le suonate tra il 1933 e il 1935, quando lavorava giovanissimo presso un calzolaio a Gandino. “Tarcisio custodiva suonate apprese a orecchio a Gandino attorno al periodo 1933-1934, all’età di 11-12 anni”, racconta Fiocchi.
Il recupero delle suonate: un progetto lungo anni
Dalle cassette analogiche al web, la musica torna a vivere.
La scoperta dei brani avviene casualmente nel 2012 durante le numerose interviste realizzate dalla Federazione. “Abbiamo avuto la possibilità di registrare Tarcisio Beltrami in contesti diversi”, spiega Fiocchi, ricordando momenti fondamentali come “le visite al campanile di Roncobello nel 2001” o gli incontri del 2006 dedicati alle otto campane di Leffe. A seguito di un intervento chirurgico nel 2012, Beltrami comincia a ricordare brani dimenticati, inclusi quelli insegnatigli da Nodari.
La testimonianza viva di un’epoca
Un suono che racconta la vita comunitaria.
Le suonate raccolte da Beltrami riguardano perlopiù i battesimi, accompagnati dal suono delle campane durante la cerimonia. “Giovanni Nodari era assiduo nel servizio, al fianco del fratello Angelo. Passavano le notti nel campanile anche durante i mesi più freddi”, rammenta Fiocchi.
Un archivio digitale per conservare e divulgare
Un’eredità musicale disponibile a tutti.
Grazie all’impegno della Federazione, il repertorio è ora disponibile online sul sito ufficiale:
🔗 https://www.campanaribergamaschi.net/2025/04/20/cd-felis-ricorda-manech-cd-virtuale-on-line-sulle-suonate-del-campanaro-di-gandino-giovanni-nodari
La raccolta comprende una mazurca in due parti, marce in 2/4 e 6/8, e un brano per otto campane probabilmente legato alle novene. “Dalla vitalità delle sue mani sono emersi questi brani che raccolgono e fotografano un’epoca per stile e composizione. Sono brani interamente anonimi e tuttavia carichi del fascino tipico delle suonate di Gandino”, conclude Fiocchi.
Tradizione e tecnologia al servizio della memoria
Un’iniziativa che unisce ricerca storica e innovazione.
Questa operazione rappresenta un esempio virtuoso di conservazione culturale, in cui memoria orale, ricerca etnomusicologica e digitalizzazione si fondono per restituire alla collettività un tesoro musicale che rischiava di perdersi. Una storia che affonda le radici nella tradizione, ma che oggi vive una nuova primavera online.

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