Piano cave rinviato al 2027: concessa proroga quinquennale alle attività estrattive

Slitta di un anno la redazione del nuovo Piano cave della Provincia di Bergamo. Intanto, le autorizzazioni in corso saranno valide fino al 2031

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Il nuovo Piano delle attività estrattive (Pae) della Provincia di Bergamo non sarà pronto entro il 2026, come inizialmente previsto, ma slitterà alla fine del 2027. Lo ha annunciato l’Ufficio Cave provinciale durante un incontro pubblico convocato in Via Tasso, sede dell’amministrazione. Il motivo del rinvio è l’adeguamento alle nuove normative sulla Valutazione ambientale strategica (VAS), che impongono una revisione dell’iter di redazione.

Per evitare il blocco del comparto estrattivo dopo la scadenza dell’attuale piano (ottobre 2024), la Provincia ha deciso di prorogare di cinque anni tutte le autorizzazioni in essere. Le aziende potranno quindi continuare a scavare regolarmente almeno fino al 2029, con possibilità di estensione al 2031 nei casi in cui i volumi residui lo consentano.

Il Pae rappresenta uno strumento fondamentale per la programmazione dell’attività estrattiva nel territorio bergamasco, regolando la pianificazione di sabbia, ghiaia e materiali destinati all’industria. Il documento, che avrà una validità di dieci anni per sabbia e ghiaia e di venti per le materie prime industriali, dovrà integrare le nuove disposizioni normative ambientali, la cui introduzione ha generato il ritardo.

Il dirigente Renato Righetti e il consigliere provinciale all’Ambiente Juri Imeri hanno chiarito che il ritardo nella fase di ricognizione e il mutamento delle regole tecniche della VAS hanno reso necessario un aggiornamento del cronoprogramma. La chiusura prevista entro il 2026 non è più realistica: “Ora contiamo di farcela per la fine del 2027”, ha confermato Righetti, ammettendo che le tempistiche iniziali erano probabilmente troppo ottimistiche.

Il ritardo ha suscitato le preoccupazioni delle categorie economiche, rappresentate all’incontro da Francesco Castagna (Anepla), Giacomo Pesenti (Confindustria Bergamo) ed Edoardo Arcaini (Ance Bergamo), che hanno chiesto tempi certi per garantire la continuità produttiva del settore. La Provincia ha quindi rassicurato che nessuna attività si fermerà e che le proroghe saranno concesse a tutte le autorizzazioni in corso, tranne per gli ambiti con volumi già quasi esauriti.

Intanto, l’Ufficio Cave ha già elaborato una prima stima dei fabbisogni futuri: per i prossimi dieci anni serviranno circa 20 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, mentre per i materiali destinati all’industria il fabbisogno ventennale si attesta sui 36 milioni di metri cubi, calcolati sulla media dei volumi estratti negli ultimi due decenni.

La Provincia di Bergamo è la prima in Lombardia a intraprendere la redazione di un nuovo Piano cave secondo le regole aggiornate, e questo comporta inevitabili criticità. Tuttavia, secondo Imeri, il confronto con le parti interessate e la pianificazione accurata delle fasi preliminari permetteranno di evitare ulteriori ritardi una volta superata questa fase delicata.

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