Droga in auto scoperta per una telefonata: arrestato un 32enne a Lovere

Fermata per guida col cellulare, la compagna al volante. Il passeggero nascondeva cocaina e marijuana. In casa appunti sospetti

carabinieri

Un controllo stradale di routine a Lovere ha portato all’arresto di un 32enne di Castro, sorpreso con droga al seguito. L’episodio è avvenuto giovedì 29 maggio intorno alle 19:40, quando i carabinieri di Costa Volpino hanno fermato un’auto dopo aver notato che la conducente stava guidando mentre parlava al cellulare. Una violazione del codice che ha innescato un controllo più approfondito, rivelatosi decisivo.

I militari hanno notato l’atteggiamento nervoso degli occupanti e, poco dopo, l’uomo seduto sul sedile del passeggero ha spontaneamente consegnato un pacchetto di sigarette contenente 3 grammi di cocaina, oltre a un sacchetto con 102 grammi di marijuana (anche se lui ha dichiarato si trattasse di 60 grammi). Il giovane, un elettricista residente a Castro, è stato arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Nel successivo controllo nell’abitazione del 32enne, dove vive con i genitori, i carabinieri hanno trovato un foglietto nascosto sotto il cuscino del letto, con cifre associate a nomi e giorni della settimana. Inoltre, sul suo telefono erano presenti foto riconducibili al confezionamento di sostanze in polvere, ritenute dagli investigatori potenzialmente compatibili con la cocaina.

Durante l’udienza di convalida davanti al giudice Elena Kildani, il giovane ha ammesso il possesso della droga, ma ha fornito una versione difensiva: avrebbe acquistato lo stupefacente per uso personale, sostenendo che si trattasse di una “provvista per il prossimo mese”. Ha inoltre negato qualsiasi coinvolgimento in attività di spaccio, affermando: «Non ho mai spacciato».

Ha anche spiegato la provenienza dei 260 euro trovati in suo possesso, attribuendoli a un prelievo effettuato dalla compagna, poiché lui aveva già raggiunto il limite giornaliero con la propria carta. Quanto al foglietto rinvenuto, ha dichiarato che si tratta di appunti scritti dalla madre per segnare i prestiti di denaro a familiari, e che i nomi indicati corrisponderebbero a quelli del figlio, dell’ex compagna e del fratello.

Le immagini presenti sullo smartphone, secondo la sua versione, non gli appartengono direttamente ma sarebbero state pubblicate in un gruppo WhatsApp al quale era iscritto, senza che lui ne fosse l’autore o il destinatario.

Il giudice ha convalidato l’arresto, ma ha deciso di disporre la scarcerazione senza misure cautelari. Il processo con rito direttissimo è stato fissato per il prossimo 2 luglio.

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