Si costituisce il fuggiasco della banda del botto: in un box l’auto e la carcassa del bancomat

Il 24enne di Cenate Sopra si è presentato ai carabinieri di Bergamo. Nell’auto: gioielli, targhe clonate e 600 grammi di esplosivo

carabinieri

Dopo giorni di latitanza, si è consegnato spontaneamente ai carabinieri il quarto componente della banda del bancomat di Sarnico, accusata dell’assalto esplosivo alla filiale della Banca Popolare di Sondrio, avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 maggio. Si tratta di un 24enne di Cenate Sopra, residente nella Bergamasca e operante nel settore della compravendita di auto usate.

Il giovane si è presentato la mattina del 4 giugno presso la caserma di Bergamo, dove è stato formalmente identificato come ultimo membro del gruppo criminale composto da soggetti di etnia sinti, già colpiti da tre fermi eseguiti a fine maggio in un’operazione congiunta tra le forze dell’ordine di sette province italiane.

I componenti della banda

Gli arrestati sono: S.B., 35 anni, di Creazzo (Vicenza), già noto per reati contro il patrimonio; C.G., 37 anni, e M.G., 48 anni, fratelli originari di Galliera Veneta (Padova) e Rosà (Vicenza), entrambi con un lungo curriculum criminale. M.G., in particolare, fu coinvolto nel 2005 in una violenta rapina finita con due morti ad Abano Terme. Tutti e tre erano attivi in furti ai bancomat, detenzione di armi clandestine e vari reati associativi.

La scoperta nel box di Costa di Mezzate

Durante le indagini, in un garage a Costa di Mezzate utilizzato dal 24enne, i carabinieri hanno trovato una Volkswagen Golf GTI grigia con targa clonata corrispondente a quella rilevata durante l’assalto di Sarnico. All’interno del bagagliaio: attrezzi da scasso, gioielli, orologi, 16.000 euro in contanti, oltre a ricetrasmittenti, passamontagna e targhe false.

Ma l’elemento più eclatante è stato il rinvenimento della carcassa dello sportello bancomat fatto esplodere sul lungolago, ancora nel baule dell’auto, e soprattutto di tre ordigni artigianali a “marmotta”, due dei quali già usati e potenzialmente pronti al riutilizzo. In totale, il materiale esplosivo sequestrato ammontava a circa sei etti, fatto poi brillare in sicurezza nelle cave di Zandobbio dagli artificieri dell’Arma.

L’ipotesi: venti colpi in sei mesi

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e dal pm Emanuele Marchisio, proseguono ora per verificare se il gruppo sia coinvolto in almeno venti altri assalti a sportelli bancomat compiuti in provincia di Bergamo dall’inizio del 2025. L’azione a Sarnico, avvenuta intorno alle 4:20 del 25 maggio, aveva fruttato alla banda un bottino di 23.280 euro.

Durante la fuga, i malviventi avevano attraversato diverse zone della Val Cavallina prima di raggiungere un’abitazione a Trescore Balneario e successivamente il box di Costa di Mezzate. I movimenti della Golf erano stati seguiti in tempo reale dai carabinieri grazie a un Gps nascosto applicato all’auto settimane prima, quando il 24enne era già sospettato di furti seriali.

Un’operazione su vasta scala

L’arresto del gruppo e il ritrovamento del materiale esplosivo sono stati il frutto di un’intensa attività investigativa che ha coinvolto oltre 80 militari dell’Arma e il Nucleo Elicotteri di Orio al Serio, con operazioni simultanee in Bergamo, Brescia, Vicenza, Padova, Treviso, Savona e Alessandria. Il lavoro degli investigatori ha consentito di sventare altri potenziali colpi e raccogliere elementi utili per estendere l’inchiesta.

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