Via dei Morti ripulita dai volontari: rinascita verde a Osio Sopra

Ripristinato lo storico sentiero nel Bosco Astori grazie all’impegno civico di tre cittadini: ora è di nuovo accessibile

Un tratto storico del territorio di Osio Sopra è tornato alla luce, dopo essere rimasto per anni sepolto sotto rovi, erbacce e rampicanti. Si tratta della Via dei Morti, antico percorso nel cuore del Bosco Astori, che grazie all’intervento di tre volontari è stato finalmente ripristinato e reso di nuovo praticabile.

L’opera di recupero è stata portata avanti da Maurizio Rondi, suo figlio Marco e Flavio Gallarini, membri della lista civica Osio Insieme, che da circa un anno hanno deciso di prendersi cura di quest’area verde, trascurata e quasi dimenticata. Armati di pazienza e attrezzi, hanno affrontato una giungla di vegetazione incolta, liberando il percorso metro dopo metro e restituendo dignità a un sentiero carico di memoria per la comunità locale.

Il progetto ha richiesto numerosi passaggi burocratici: trattandosi di una zona di proprietà comunale, i volontari hanno dovuto ottenere permessi specifici dal Comune di Osio Sopra, frequentare corsi abilitanti ad Albino e, successivamente, ottenere anche l’autorizzazione da Regione Lombardia, nonostante l’intervento fosse limitato esclusivamente alla rimozione di rovi e sterpaglie, senza alcun abbattimento di alberi.

L’obiettivo dichiarato è la riqualificazione del Bosco Astori, un’area che potrebbe tornare a essere un polmone verde per i cittadini, fruibile per passeggiate e attività all’aria aperta. Il recupero della Via dei Morti è solo il primo passo: i promotori dell’iniziativa auspicano un coinvolgimento più ampio della cittadinanza e delle istituzioni per avviare un progetto di valorizzazione ambientale duraturo.

L’attività rientra nella visione della lista civica Osio Insieme, che affianca il proprio impegno istituzionale a azioni concrete sul territorio, con l’intento di stimolare il senso civico e la partecipazione attiva della popolazione.

La Via dei Morti, così chiamata per la sua antica funzione di collegamento verso il cimitero, assume ora anche un valore simbolico di rinascita, trasformandosi da spazio abbandonato a sentiero restituito alla collettività.

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