La crisi idrica che sta colpendo il fiume Serio ha raggiunto livelli di allarme, con una portata scesa a soli due metri cubi al secondo, soglia considerata al limite della sopravvivenza ecologica del corso d’acqua. A segnalarlo sono gli Amici del Serio di Seriate, mentre il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca lancia l’allarme: se non arriveranno piogge significative nei prossimi giorni, si potrebbe arrivare al razionamento dell’acqua fino al 50% per l’agricoltura già dalla metà di luglio.
Crisi aggravata da caldo e scarsità di neve
L’ondata di calore che sta colpendo la Lombardia, con temperature superiori ai 35 gradi, ha messo sotto pressione il sistema idrico locale. A complicare la situazione è la mancanza di bacini naturali a monte del Serio e la fine anticipata dello scioglimento delle nevi, fonte principale d’alimentazione del fiume. Lo ha sottolineato anche Massimo Sertori, assessore regionale all’utilizzo della risorsa idrica, spiegando che, rispetto ad altri corsi d’acqua, il Serio è più vulnerabile proprio per la mancanza di invasi naturali.
Nel frattempo, si moltiplicano le segnalazioni di moria di pesci, ulteriore segnale della criticità ambientale del bacino. La Regione ha annunciato che entro fine mese verrà convocato un tavolo di monitoraggio, per valutare la situazione e predisporre eventuali misure straordinarie.
Settore agricolo sotto pressione
Gli agricoltori della Bergamasca sono tra i più colpiti dalla siccità, come denuncia Confagricoltura Bergamo. Francesco Tassetti, vice direttore dell’associazione, ha evidenziato come la riduzione della portata del Serio stia compromettendo l’irrigazione di campi e allevamenti, mettendo a rischio raccolti e benessere animale. L’ordinanza regionale che vietava il lavoro all’aperto nelle ore più calde ha inoltre aumentato le difficoltà operative del settore primario.
Coldiretti Bergamo ha sottolineato che le piogge recenti in montagna hanno dato solo un sollievo temporaneo, ma la situazione resta precaria. Il presidente Gabriele Borella ha ribadito l’urgenza di un piano nazionale per la realizzazione di invasi e infrastrutture idriche. Secondo Coldiretti, solo un approccio strutturale può evitare che crisi come questa si ripetano ciclicamente.
Il ruolo degli impianti e le misure in atto
Nonostante la scarsità d’acqua, il Consorzio di bonifica ha garantito il rilascio continuo di risorse per l’irrigazione, grazie anche all’utilizzo di tre impianti di irrigazione a pioggia, capaci di ottimizzare il consumo idrico. Tuttavia, la situazione resta in continua evoluzione e sarà valutata giorno per giorno, come ha confermato il direttore generale Mario Reduzzi.
Per ora, non sono previste restrizioni per l’uso civile dell’acqua, come ha dichiarato Pierangelo Bertocchi, amministratore delegato di Uniacque, anche se l’attenzione resta alta a fronte di condizioni meteorologiche straordinarie.
Attesa per le piogge del weekend
Un timido segnale positivo arriva dalle previsioni meteo. Daniele Berlusconi, meteorologo di 3Bmeteo, ha annunciato precipitazioni e un abbassamento delle temperature già nel weekend, con un clima più mite previsto per la prossima settimana. Le massime dovrebbero stabilizzarsi tra i 27 e i 28 gradi, offrendo una tregua sia al fiume che all’agricoltura.
Tuttavia, gli esperti invitano alla prudenza: la pioggia attesa potrebbe non essere sufficiente per risolvere completamente la crisi, e rimane la necessità di una gestione integrata delle risorse idriche, anche in previsione di eventi meteo sempre più estremi legati ai cambiamenti climatici.