Distributore abusivo a Grassobbio, gasolio rivenduto a un euro al litro: 16 indagati

Smantellata un'organizzazione che smerciava carburante sottratto con carte clonate. Coinvolti imprenditori locali, sequestrato un capannone adibito a stazione di servizio illegale

Un capannone trasformato in una stazione di rifornimento clandestina, oltre 12.500 litri di gasolio rubati e rivenduti a prezzi stracciati ad amici e aziende compiacenti. È questo lo scenario emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo, che ha portato alla luce un articolato sistema di truffa basato sull’uso di carte carburante clonate.

Al centro dell’indagine, coordinata dal pm Silvia Marchina, un’organizzazione composta da 16 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, ricettazione e uso illecito di carte di credito. Le misure cautelari sono scattate per tre di loro, mentre due imprenditori acquirenti del carburante illecito sono stati colpiti da interdittive che vietano per un anno l’esercizio dell’attività nel settore.

Gasolio a 1 euro al litro nel capannone di via per Orio
Il carburante veniva prelevato da cinque stazioni di servizio tra Bergamo, Curno, Monasterolo e Cologne, utilizzando tessere clonate provenienti da aziende pubbliche e private, tra cui ASST Spedali Civili di Brescia, ATS Varese, Siad e Rumi. Una volta raccolto in cisterne da mille litri, veniva stoccato nel capannone di Grassobbio, dove era stato installato persino un sistema con pistola d’erogazione, simulando un vero distributore.

Il prezzo praticato ai clienti era mediamente di 1 euro al litro, ben al di sotto delle quotazioni ufficiali. Per alcuni imprenditori “fedeli”, il costo scendeva addirittura a 80-90 centesimi. I litri complessivamente sottratti tra marzo e ottobre 2024 sono stati 12.592, per un valore stimato di oltre 21.600 euro.

Il ruolo degli indagati
Tra le figure principali, E. E. C., 47 anni, romeno domiciliato a Bergamo, ai domiciliari con possibilità di lavorare, e I. A. M., 36enne connazionale già in carcere per altri reati. Per entrambi sono stati documentati numerosi prelievi anomali, come il “pieno da 900 litri” effettuato all’Esso di via Grumello.

F. M., 52enne algerino di Petosino, già noto alle forze dell’ordine, ha ricevuto l’obbligo di firma. Era stato arrestato nel 2017 all’aeroporto di Orio con numerose tessere carburante. L’organizzazione, secondo il giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino, era sotto la supervisione di N. R. N., 55 anni di Nembro, già detenuto per altri reati, ritenuto il gestore del capannone e “cuore logistico” dell’operazione.

Aziende locali coinvolte
Tra gli acquirenti principali figurano M. G., 50enne di Sedrina, amministratore di fatto di una ditta di Lallio operante nei rottami ferrosi, e M. D. D., 47enne di Bagnatica, legale rappresentante di un’impresa nel noleggio di mezzi pesanti. Entrambi sono stati interdetti dall’attività imprenditoriale per un anno.

Indagini partite da Brescia
La truffa è emersa grazie alla denuncia dell’ASST di Brescia, che aveva rilevato anomalie nell’uso delle carte assegnate alle auto della guardia medica. I controlli hanno rivelato che le schede erano utilizzate anche quando i veicoli erano fermi, accendendo i riflettori su una rete ben più ampia.

I clonatori restano ignoti
Al momento non è ancora chiaro chi abbia clonato le carte. Uno degli indagati ha parlato di un uomo residente a Caravaggio, ma sono in corso ulteriori accertamenti. Le operazioni illecite si svolgevano soprattutto dopo l’orario di chiusura, nei fine settimana o durante le pause pranzo, per passare inosservati anche durante i prelievi simultanei da più pompe.

 

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