Bergamo, allarme sicurezza al Villaggio degli Sposi: furti e vetri rotti, ma il colpevole è già libero

Un 26enne kazako fermato dopo l’ennesimo episodio, ma subito rilasciato. I residenti: “Ci sentiamo abbandonati”

Il quartiere Villaggio degli Sposi a Bergamo vive settimane di tensione e rabbia per una lunga scia di episodi di microcriminalità. Vetri d’auto infranti, furti e danneggiamenti continui stanno esasperando i residenti, che denunciano una sensazione crescente di insicurezza e abbandono.

L’ultimo caso, in ordine di tempo, risale a sabato 19 luglio, durante un funerale nella chiesa di San Giuseppe Sposo. Un 26enne disoccupato di origine kazaka, già noto alle forze dell’ordine, è stato sorpreso mentre tentava di rubare da un carro funebre parcheggiato davanti alla chiesa. Approfittando dell’assenza momentanea degli addetti delle onoranze funebri – che si trovavano in un bar poco distante – l’uomo ha cercato di sottrarre alcune monetine e un microfono, prima di essere notato e costretto alla fuga.

I dipendenti lo hanno inseguito fino alla sua abitazione, dove si è barricato in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Denunciato per furto, il 26enne è stato rilasciato poche ore dopo, suscitando l’indignazione di chi abita nella zona, già colpita da numerosi atti vandalici nei giorni precedenti.

Giovedì 17 luglio, in via Cantù, è stata distrutta una Bmw blu, mentre due settimane prima ben sette veicoli erano stati danneggiati in via Don Bepo Vavassori, sempre con la medesima modalità: finestrini rotti e piccoli oggetti sottratti. I residenti sospettano da tempo che l’autore sia lo stesso giovane, noto nel quartiere.

Il vero problema, denunciano gli abitanti, è l’impunità. Nonostante i precedenti, i fermi e le denunce, il 26enne continua a circolare liberamente nel quartiere, provocando un clima di esasperazione generale. “Ogni mattina ci svegliamo chiedendoci se troveremo la macchina integra o no,” racconta un residente.

La frustrazione cresce anche per la mancanza di misure restrittive nei confronti del soggetto, che continua a colpire per bottini di scarso valore ma con danni ben più rilevanti, sia economici che psicologici. “Non chiediamo l’esercito – spiegano alcuni abitanti a Primabergamo – ma almeno che chi commette atti del genere non possa farlo liberamente e impunemente ogni giorno.”

Il quartiere, intanto, chiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni: più controlli, una presenza costante delle forze dell’ordine e soprattutto risposte concrete sul piano giudiziario per garantire la sicurezza dei cittadini.

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