Una porta per Bergamo: la Nuova Cremasca nel Piano regionale
Con il prossimo inserimento nel Piano regionale della mobilità e dei trasporti, il progetto della “Nuova Cremasca” ottiene il primo riconoscimento ufficiale come opera strategica per il territorio bergamasco. Il nuovo tracciato, approvato da una maggioranza bipartisan, prevede la prosecuzione della strada da Zanica a Romano di Lombardia (nella foto, il sindaco Gianfranco Gafforelli col presidente lombardo Attilio Fontana), in continuità con l’attuale asse che collega la Tangenziale Sud di Bergamo, lambendo l’aeroporto di Orio al Serio.
Questo tratto, se realizzato, offrirebbe una doppia funzione fondamentale: migliorare l’accessibilità del capoluogo orobico e creare un nuovo corridoio di accesso alla città, integrato con infrastrutture cruciali come l’aeroporto, la stazione ferroviaria e i parcheggi intermodali, che nei prossimi anni diventeranno un vero hub europeo di mobilità.
Una connessione tra capoluogo, Bassa e assi logistici
Dal punto di vista infrastrutturale, la Nuova Cremasca prosegue in modo diretto verso la pianura attraversando un’area a forte vocazione logistica e produttiva. Incrocia la Tangenziale Sud e si connette a Seriate, Valle Seriana e Valcavallina attraverso Montenegrone, offrendo un sistema stradale integrato e razionale.
Verso sud, il tracciato alleggerirebbe il traffico nei centri abitati di Martinengo, Cologno al Serio e Urgnano, per poi collegarsi con Romano di Lombardia, dove si prospetta un aggancio con la Brebemi. Quest’ultimo passaggio aprirebbe l’accesso diretto agli insediamenti logistici cresciuti in modo esponenziale in quell’area, e darebbe un impulso anche alla definizione dell’Interporto: «se, dove e come si farà. E soprattutto con chi», come si osserva nel dibattito tecnico.
Il precedente: un progetto che risale agli anni Novanta
Non è la prima volta che il territorio discute di un collegamento strategico tra Nord e Sud. Già alla fine degli anni ’90, la cosiddetta “Bergamo-Treviglio” era sulla carta come raccordo per la Brebemi. La prima ipotesi, datata settembre 1999, fu elaborata nella sede bresciana di Brebemi. In quel pacchetto infrastrutturale rientrava anche la Tangenziale Est Esterna di Milano, oggi realtà.
La “Bergamo-Treviglio”, oggi ridimensionata a Dalmine-Casirate, è invece rimasta in sospeso, con un tracciato e una destinazione ancora da definire. Il continuo rinvio alimenta dubbi sulla pianificazione e sui reali benefici attesi da un’opera ancora incompleta.
Due progetti sul tavolo, una decisione da prendere
Attualmente sono due le soluzioni in discussione per dare risposta alla domanda crescente di mobilità: da una parte la Nuova Cremasca e dall’altra il collegamento autostradale tra Dalmine e Casirate. Non si tratta, sottolineano i promotori, di un derby tra due opere, ma di una scelta consapevole e condivisa, che tenga conto della sostenibilità economica, della fattibilità tecnica e soprattutto del consenso territoriale.
Come affermano gli osservatori locali, “un’opera calata dall’alto non produce mai buoni effetti”, e un progetto fermo da venticinque anni rischia di arrivare già vecchio, anche con eventuali aggiornamenti.
Una mobilità che non può più aspettare
L’unico punto su cui tutti sembrano concordare è che un collegamento Nord-Sud per la provincia di Bergamo è indispensabile. Il potenziamento del trasporto pubblico – pur auspicabile – non basta da solo, anche a fronte di risorse economiche limitate, come nel caso del tram delle valli, la cui realizzazione è a rischio senza coperture certe.
Anche gli interventi locali – circonvallazioni, bretelle e svincoli – possono solo tamponare, ma non risolvono il problema strutturale della mobilità. È dunque urgente scegliere la via più efficace, concreta e finanziabile, per rispondere ai bisogni di mobilità quotidiana di persone e merci.